Inail, il funzionario arrestato faceva il doppio gioco

Secondo il gip aiutava a difendersi gli imprenditori su cui avrebbe dovuto indagare

Non ci sono solo mazzette e regali, nell’ordinanza di custodia che ha portato ai domiciliari l’ispettore InailVincenzo Orlo, arrestato nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza per corruzione. Ma anche il tentativo di imbrogliare le carte in vista di un processo civile intentato da una dipendente di Infomobility, società pubblica. È un intreccio complesso, che rende bene l’idea di come la corruzione arrivi a contaminare in profondità, a colpire anche chi non è direttamente coinvolto nella vicenda.

Giovanni Bacotelli, presidente della Steel tech e delle altre aziende nate dalla Gf nuove tecnologie dopo l’arresto per 'ndrangheta di Franco Gigliotti, per sei anni è stato presidente di Infomobility, società del comune di Parma. In queste veste, ha incassato la denuncia per mobbing di una dipendente, Giorgia Boselli e nelle intercettazioni trascritte dalla Guardia di Finanza Bacotelli chiede aiuto ad Orlo in vista del processo.

Scrive il pubblico ministero nella sua richiesta cautelare: "Orlo fornisce una serie di indicazioni mettendo a disposizione le proprie competenze per aiutare Bacotelli dicendogli di andare a trovarlo così consulta tutto il fascicolo dove sono contenute tutte le dichiarazioni della controparte". Perché, tra l’altro, anche Inail è coinvolta nella delicata questione ed è stato proprio il funzionario arrestato ad aver compiuto l’indagine. 

Ecco l’intercettazione telefonica compresa nell’ordinanza:

«Orlo Vincenzo: Se ti dico quello che ho sentito nelle dichiarazioni, devi venirmi a trovare Giovanni, che ti rielaboro tutto il fascicoletto.

Bacotelli Giovanni: si no, perché adesso mi ha chiesto, Ziveri (avvocato di Bacotelli) mi ha chiesto di riguardare… io l’ho preso in mano… siccome ho avuto del … l’ho lasciato lì.

Orlo Vincenzo: Se vuoi me la giri, te la leggo, ti faccio degli appunti io rispetto a quello che ha dichiarato lei.»

I due si sentono parecchie volte su questo argomento e l’ex presidente di Infomobility, precisano gli inquirenti, è così soddisfatto da voler invitare a pranzo il suo sodale che gli ha fatto leggere verbali e dichiarazioni che dovevano restare  riservati e si è offerto anche di aiutarlo a scrivere la memoria difensiva..

Relativamente a questo episodio il gip Mattia Fiorentini non contesta la corruzione, in quanto non c’è certezzache il dipendente pubblico abbia ricevuto qualcosa in cambio. Costituisce però una conferma, appunta il giudice, «della collusione tra Vincenzo Orlo e il ceto imprenditoriale\professionale su cui dovrebbe vigilare», essendo un atto "contrario ai doveri d’ufficio".A farne le spese, la povera impiegata di Infomobility, che tra l’altro i due ricoprono d’insulti. 

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