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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Sedici mezzi distrutti dalle fiamme in un'ora: arrestati i due piromani

Il 24 aprile cinque roghi dolosi, appiccati tra le 19 e le 20, avevano sconvolto la città. In manette due fratelli sinti di 30 e 33 anni, che vivono nel campo nomadi di Guastalla. Il Questore: "Escludiamo matrice terroristica"

Due fratelli di 30 e 33 anni - con diversi precedenti penali alle spalle e residenti nel campo nomadi di Guastalla - sono stati arrestati dai poliziotti della squadra mobile, che hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica di Parma - con l'accusa di essere i due piromani che nel tardo pomeriggio del 24 aprile hanno appiccato cinque incendi dolosi - che hanno complemente distrutto numerose auto - in varie parti della città. Manca il movente: i due avrebbero agito, secondo la ricostruzione degli inquirenti, per una bravata. 

"Una sorta di bravata - sottolinea il Questore - i vari episodi non sembrano avere alla base un movente. Non voglio lanciare un messaggio tranquillizzante ma non ci sono elementi che segnano matrice eversiva e/o terroristica".

Nella mattina del 28 ottobre personale della Squadra Mobile di Parma, in esecuzione di ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere disposta dal GIP dr. Adriano ZULLO, su richiesta del PM dr.ssa Paola DAL MONTE, ha tratto in arresto H. A. di 33 anni e il fratello H. G. di 30 anni, in quanto ritenuti responsabili dei cinque incendi appiccati in questo centro cittadino il 24 aprile u.s. che hanno interessato numerosi veicoli parcheggiati in vari punti della città.

Nel tardo pomeriggio del 24/04/2021, tra le ore 19:00 ca. e le ore 20:20 c.a., i Vigili del Fuoco e le Forze di Polizia sono stati chiamati ad intervenire per cinque incendi apparsi subito dolosi, appiccati in altrettanti distinti punti della città:

il primo incendio è divampato presso il parcheggio del Centro Commerciale Parma Retail ed ha interessato un’autovettura che è stata completamente distrutta dalle fiamme;

il secondo è divampato all’interno di un’area di parcheggio adiacente a via Casa Bianca ed ha interessato un camper (completamente distrutto dalle fiamme) ed altri due veicoli gravemente danneggiati (l’incendio è stato appiccato al camper, all’interno del quale vi era anche una bombola di gas che è esplosa proiettando ad oltre 20 metri di distanza dei detriti, per poi estendersi agli altri due veicoli);

il terzo, avvenuto in piazzale Fedro, ha interessato un singolo autoveicolo danneggiato parzialmente dalle fiamme;

il quarto, divampato nel parcheggio di p.le Provesi, ha coinvolto 3 veicoli - tutti incendiati separatamente - (nelle adiacenze dei mezzi in fiamme, sono stati rintracciati altri cinque veicoli a cui erano stati forati i copertoni per impedirne lo spostamento ed agevolare il propagarsi delle fiamme anche a questi);

il quinto ed ultimo incendio, infine, è stato appiccato a 3 veicoli parcheggiati in via Londra.

La natura dolosa degli incendi veniva subito desunta dal fatto che erano state trovate tracce di sostanza accelerante e di materiale di innesco nei pressi o all’interno dei veicoli interessati e che questi fossero tutti in sosta da svariate ore (o addirittura da giorni) prima degli incendi.

Poste in sicurezza le aree interessate dagli incendi, nell’immediatezza dei fatti, gli investigatori della locale Squadra Mobile hanno iniziato ad acquisire le dichiarazioni dei testimoni presenti nei pressi dei luoghi e il primo elemento di straordinario interesse investigativo è giunto dalla testimonianza di due persone che, giunte in piazzale Fedro pochi minuti prima che divampasse l’incendio dell’autovettura lì parcheggiata, riferivano di aver visto un Fiat Doblò di colore bianco allontanarsi dal posto con a bordo almeno due persone, fornendo la descrizione del soggetto che era montato sul sedile anteriore, dal lato passeggero.

La nota di ricerca del Fiat Doblò veniva immediatamente fornita a tutte le Forze di Polizia e, intorno alle 20:30, una pattuglia della Polizia di Stato, impegnata nelle ricerche, incrociava in via Venezia un’autovettura che corrispondeva alla descrizione fornita, ma non riusciva a procedere al controllo della stessa, in quanto il conducente, alla vista degli agenti, accelerava l’andatura e si dava a precipitosa fuga, facendo perdere le proprie tracce in via Azzali dove sfondava le sbarre del passaggio a livello lì presente, proseguendo in direzione di Sorbolo.

Uno dei componenti della pattuglia della Polizia di Stato, tuttavia, incrociando il veicolo sospetto, era riuscito a vederne nitidamente il conducente e forniva ai colleghi della Squadra Mobile una descrizione dell’uomo.

Le ricerche, dunque, si concentravano in quella zona, ma non consentivano di rintracciare i soggetti che si erano allontanati.

Dall’esame dei varchi OCR presenti nell’immediata periferia di Parma e nei paesi limitrofi, si accertava che, pochi minuti dopo l’avvistamento fatto dalla pattuglia della Polizia di Stato del Fiat Doblò, un veicolo del tutto simile era transitato nei pressi di un varco dotato di sistema di lettura targa presente nel comune di Sorbolo (PR), mentre procedeva in direzione Brescello (Re).

La corrispondenza degli orari tra l’inizio della fuga in via Azzali ed il passaggio sotto il varco OCR di Sorbolo ed i tempi di percorrenza della specifica tratta, faceva ipotizzare che si trattasse proprio del Doblò di interesse investigativo e si accertava che questo fosse in uso a H. A., gravato da precedenti penali per minaccia, porto abusivo d’arma, plurimi furti, guida senza aver conseguito la patente, sottrazione di cose sottoposte a pignoramento,.

A questo punto, si approfondivano le ricerche sullo stesso veicolo, accertando che questo, lo stesso giorno, era giunto a Parma intorno alle 17:00, per poi allontanarsi alle successive 20:45 ca., orario corrispondente a quello della fuga dalla pattuglia della Polizia di Stato.

Gli investigatori della Squadra Mobile, la notte stessa degli incendi, allestivano un album fotografico contente, tra le altre, la foto di H. A. e lo sottoponevano all’agente della pattuglia che aveva incrociato il Fiat Doblò, il quale lo riconosceva senza alcun dubbio nell’uomo che ne era alla guida.

Acquisito tale importante dato investigativo, con il prezioso ausilio del personale della Polizia Locale, gli agenti della Sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile procedevano all’acquisizione ed all’analisi di tutte le registrazioni dei sistemi di video sorveglianza presenti nei pressi dei luoghi in cui erano stati appiccati i 5 incendi e, su delega del Procura della Repubblica, analizzavano il “traffico di cella” dei ponti radio presenti sui cinque siti, negli orari in cui erano stati appiccati i roghi.

Il primo accertamento consentiva di verificare che il Fiat Doblò in uso a H. A. (visto dai testimoni in piazzale Fedro poco prima del divampare dell’incendio ed incrociato dalla pattuglia della Polizia di Stato in via Venezia) era presente su tutti e quattro i teatri degli altri incendi, mentre il secondo accertamento, operato attraverso l’analisi di decide di migliaia di dati, consentiva di individuare un singolo numero di telefono che agganciava le celle di copertura delle zone in cui erano divampati gli incendi in orari compatibili con il loro innesco: l’utenza in oggetto era in uso a H. G., fratello di H. A. ed anche lui gravato da precedenti penali (rapina, plurimi furti e tentato furto, guida in stato di ebbrezza).

L’ultimo tassello dell’articolata attività di indagine giungeva all’esito dell’individuazione fotografica a cui veniva sottoposto uno dei testimoni che aveva visto allontanarsi da p.le Fedro il FIAT Doblò, il quale riconosceva H. G. il passeggero del citato veicolo.

Sulla scorta dei complessivi esiti dell’attività investigativa, il Sost. Proc. dr.ssa Paola DAL MONTE, ritenendo che vi fosse un solido e grave quadro indiziario a carico dei fratelli H. e valutando la sussistenza delle specifiche esigenze cautelari, chiedeva ed otteneva l’applicazione nei loro confronti della custodia cautelare in carcere.

Nella mattina del 28 ottobre u.s. gli agenti della Squadra Mobile rintracciavano - presso la propria residenza di Guastalla - H. A., traendolo in arresto, mentre a H. G. l’Ordine di carcerazione veniva notificato presso la Casa Circondariale di Rimini dove era detenuto in esecuzione di OCCC emessa dal Tribunale di Torino per una serie di furti a mezzi portavalori. Per completezza va detto che: H.A. ha precedenti

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