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Incendio all’Ospedale di Vaio! No, è una simulazione

Due le Unità Operative coinvolte, 20 i finti pazienti da trasferire Obiettivo: mettere a punto il piano per la gestione delle emergenze. E' da poco passata l'ora di pranzo, quando all'Ospedale di Vaio viene dato l'allarme incendio. Ma niente paura, è solo una simulazione

Due le Unità Operative coinvolte, 20 i finti pazienti da trasferire Obiettivo: mettere a punto il piano per la gestione delle emergenze. E’ da poco passata l’ora di pranzo, quando all’Ospedale di Vaio viene dato l’allarme incendio. Ma niente paura, è solo una simulazione.

“Obiettivo della prova – spiega Paola Bertoli, Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione Aziendale dell’AUSL – non è solo un mero adempimento normativo, ma soprattutto è testare le procedure previste nel piano di emergenza e individuare eventuali punti critici o non perfettamente attuabili, per migliorare l’organizzazione.” Il finto incendio si è scatenato nell’U.O. di Ortopedia, ma è stato necessario evacuare anche l’U.O. di Urologia, collocata al piano di sopra, come avviene normalmente nei casi di incendi veri. In tutto sono stati una ventina i finti pazienti da mettere in sicurezza, volontari appositamente truccati messi a disposizione dalla Croce Rossa Italiana sede di Parma ed operatori dell’AUSL. 

Alcuni di loro sono stati trasferiti nei vari reparti dell’Ospedale di Vaio, una parte in altri ospedali del territorio o dimessi. La macchina della gestione emergenza si è messa prontamente in moto. L’équipe è composta da un responsabile coordinatore (medico anestesista) e dai responsabili di piano (anche questi medici), insieme ad un gruppo di addetti alla gestione dell’emergenza.

Dopo aver allertato i Vigili del Fuoco, con la chiamata al 115, sono poi iniziate le procedure per la messa in sicurezza dei malati (e eventuali loro accompagnatori). La fase più delicata è stata proprio questa: recuperare i pazienti e le relative cartelle cliniche, per garantire continuità all’assistenza sanitaria e al contempo la loro messa in sicurezza. In contemporanea una squadra dei manutentori, si è messa a disposizione del responsabile della gestione emergenza, per fornire il necessario supporto per mettere in sicurezza l’intera struttura sanitaria dal punto di visto impiantistico, con l’obiettivo di garantire continuità all’attività, in particolare nei reparti non interessati dall’incendio. 

In poco meno di un’ora l’emergenza, o meglio, la finta emergenza è rientrata e il personale coinvolto si è riunito per un confronto conclusivo per valutare l’andamento della simulazione e, se necessario, mettere a punto eventuali criticità organizzative riscontrate. “Un particolare ringraziamento – conclude Paola Bertoli – va agli operatori del sistema dell’emergenza territoriale 118 per il supporto organizzativo, alla CRI di Parma per la preparazione dei finti pazienti simulati e ai Vigili del Fuoco, oltre naturalmente a tutti gli operatori coinvolti”.

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