Rifiuti, mercoledì si accende l'inceneritore. Gcr: "Grazie ai nemici di Parma"

Mercoledì 28 agosto 2013 entrerà in funzione l'inceneritore di Ugozzolo: dopo la lunga querelle giudiziaria questa volta comincerà a bruciare i rifiuti. Il Gcr: "Grazie agli amici del forno"

Mercoledì 28 agosto 2013 entrerà in funzione l'inceneritore di Ugozzolo. E questa volta comincerà a bruciare i rifiuti. Dopo la lunga querelle giudiziaria, fatta di ricorsi al Tar, esposti, diffide, blocchi dei lavori Iren potrà accendere il termovalorizzatore di Ugozzolo. L'ultima sentenza del Tar glielo permette. L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti dice ironicamente grazie per l'accensione "ai nemici di Parma, che in questi anni si sono prodigati per liberare la città della grave mancanza". Il Tar aveva decretato quasi un mese fa la riaccensione a Ugozzolo (dopo uno stop del 3 luglio) accogliendo il ricorso di Iren Ambiente contro il Comune, che aveva dichiarato irricevibile la domanda di agibilita' parziale presentata dalla multiutility. L'udienza di merito è il 9 ottobre.

"I rifiuti sono già dentro il Paip e il 28 agosto il camino di Ugozzolo comincerà a fumare, questa volta senza soluzione di continuità. E' l'ultima domenica di pace per la città, mentre a San Leonardo già lamentano puzze e miasmi, forse stanno scaldando i motori. Ancora una manciata di ore e Parma tornerà ad avere un inceneritore, dopo 12 anni di assenza dalla chiusura del camino del Cornocchio (2001).

In questa giornata festiva vogliamo ringraziare gli amici del forno, i nemici di Parma, che in questi anni si sono prodigati per liberare la città della grave mancanza, una lacuna, quella parmigiana, rispetto a tutte le province regionali, tutte ordinatamente con un impianto di incenerimento, salvo Reggio che lo ha spento lo scorso anno. I nemici di Parma non si dovevano affaticare troppo, anche perché Ugozzolo non è l'unica fiamma accesa sul nostro territorio martoriato. A Rubbiano di Solignano, un co-inceneritore di oli esausti e altri materiali pericolosi dal 2000 ne brucia ogni anno oltre 50 mila tonnellate, a Noceto un impianto militare di distruzione di esplosivo da scoppio e di propellenti, a Polesine abbiamo scoperto in queste ore la presenza di un impianto di termodistruzione che si occupa di materiali organici come il pollame colpito da aviaria.

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Quindi Parma non sentiva la mancanza di un forno in città, l'aria era già sufficientemente mefitica senza l'aggiunta di un altro camino.
Allora grazie all'assessore ambiente della Provincia Castellani, che sostiene che durante la combustione dei rifiuti non si produca diossina: talmente convinto della bontà del forno da non voler sapere se ci siano alternative, costringendo lo sguardo a spegnersi all'Enza.
Grazie al presidente della Provincia Bernazzoli, anche se in questo caso i cittadini di Parma lo hanno già meritatamene omaggiato, con il loro plauso alle scorse elezioni amministrative.

Grazie ai redattori del PPGR provinciale, che mai hanno valutato le alternative all'incenerimento, dando per scontato che non esistano, e, come detto, il nulla è oltre l'Enza. Grazie all'ex sindaco Ubaldi, per essersi impegnato fino allo stremo per avere il forno doppio dell'attuale, come un vanto per la città dei 500 mila fantasmi e dei 50 centri commerciali, correndo all'impazzata dalla sedia di sindaco a quella di presidente di Ato, per porsi la domanda e darsi la risposta.

Grazie al partito democratico: encomiabile la sua fede nelle multiutilities e nello schema emiliano romagnolo raccogli-brucia-guadagna. Sono loro quelli che “rifiuti zero non esiste”, “nessun paese al mondo si è posto l'obiettivo di portare a zero” e poi, a tre giorni delle elezioni comunali, organizzavano un incontro in piazza dal titolo “verso rifiuti zero”: una comica finita male.

Grazie alla Chiesa di Parma, che pronta ha per prima concesso i terreni di strada della Lupa, quella madre terra che andrebbe difesa e salvaguardata, quel pezzo di creato che invece produrrà diossine, furani, metalli pesanti, anche per il piacere dei polmoni di piazza Duomo.
Grazie agli industriali della food valley, ciechi fino a quando era troppo tardi, che oggi hanno il camino davanti all'impastatrice e di fronte alle provette, ma senza mai aver avuto il coraggio di alzare la voce, accomodati dalla speranza che tutto si avviasse in sordina e senza scosse.
Ora temono il caos, allestiscono monitoraggi indipendenti, stipulano polizze, zittiscono la protesta minacciando azioni legali, camminano sulle punte dei piedi e trattengono il respiro.

Grazie ai consorzi di tutela, che non hanno saputo tutelare nulla, affidandosi ai venticelli e alla logora pubblicità progresso, consci della gravità del nuovo Moloch ai confini della città. Grazie ai sindaci del territorio che di fronte alle scelte scellerate di piazzale della Pace hanno finto di non doversene occupare, hanno scelto il silenzio complice per non rischiare finanziamenti e collaborazioni, poltrone e legami, tutto fuorché guardare al bene comune dei loro amministrati. Ora potete anche togliere lo spumante dal frigoriferi e spolverare i flute. Noi siamo sinceramente colpiti dal vostro corale impegno e dalla vostra faticosa abnegazione E' un vero peccato che l'aria che respireremo noi sarà la stessa vostra. Fra poche ore potrete brindare alle scure, calde, acide arie. E sarà tutto merito vostro".

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