Inceneritore, Allegri: "Permesso scaduto, diffida a Pizzarotti"

Gli avvocati Allegri e De Angelis attraverso un atto di diffida con mora chiedono al sindaco Pizzarotti di prendere provvedimenti contro l'inceneritore, sulla base della decadenza del permesso di costruzione. "Gli forniamo l'assist, ora agisca!"

"E' necessario che una voce ufficiale faccia il punto della situazione facendo emergere che il permesso di costruzione per l'inceneritore di Ugozzolo è decaduto e quindi i lavori sono abusivi. Il sindaco, che in campagna elettorale ha fatto del no all'inceneritore la sua bandiera, non ha fatto nulla. Ora gli stiamo dando l'assist per agire. ci dovrebbe essere grato per questo". Queste le parole degli avvocati Arrigo Allegri e Pietro De Angelis in un'accesa conferenza stampa per spiegare le ragioni dell'atto di diffida con mora inviato al Sindaco Pizzarotti.

LA DIFFIDA. Una battaglia che può ancora essere vinta quella dell'inceneritore secondo Allegri, sulla base di un assunto: la decadenza del permesso di costruzione dell'impianto. Come illustrato anche nella diffida, dopo la procedura di V.I.A. la Provincia ha approvato il 15 ottobre 2008 il progetto di termovalorizzatore di Enia oltre al rapporto di impatto ambientale e la bozza di A.I.A.. I lavori però sono iniziati nel luglio del 2010. Il permesso di costruzione, secondo quanto comunicato dal Tar con sentenza del 25 gennaio 2012, era stato rilasciato in modo implicito in sede di Conferenza di Servizi.

LA REPLICA DI PIZZAROTTI. Il sindaco Federico Pizzarotti interviene con una precisazione in seguito alla conferenza stampa tenuta dagli avvocati De Angelis e Allegri, in ordine ai controlli sul cantiere dell’inceneritore: “In relazione alla conferenza stampa tenuta in data odierna dagli avvocati Allegri e De Angelis– scrive il primo cittadino – mi preme informare i promotori e la città che le attività di verifica di conformità urbanistica del cantiere del forno inceneritore sono già da tempo in atto da parte degli uffici competenti: ciò senza che ci fosse bisogno di sollecitazioni o diffide esterne. Si tratta –prosegue Pizzarotti – di un lavoro estremamente complesso e articolato, del quale renderemo conto agli organi competenti e ai cittadini, non appena si arriverà alla conclusione della suddetta verifica. Colgo l’occasione per ribadire – se ancora ce ne fosse bisogno – che il rispetto della legalità in questa, al pari che in tante altre vicende che riguardano il Comune, è uno degli obiettivi primari che mi sono prefisso per il mandato, al quale intendo mantenere fede”

Un sistema a catena quello delineato da Allegri e De Angelis, basato a monte da una mancanza di gara a evidenza pubblica per la realizzazione, tema affrontato anche in un procedimento aperto dalla Procura. "Per la realizzazione di un impianto del genere bisogna fare una gara pubblica, ma considerando quanto stabilito dal Tar sul permesso di costruzione implicito, siamo davanti a ben due decadenze. Il permesso di costruzione è governato da normative specifiche, che stabiliscono che dal rilascio del permesso di costruzione non deve passare oltre un anno dall'inizio dei lavori e la sua conclusione deve avvenire entro i tre anni". (Riferimento ex art. 14, comma 3, E.R. 31/2002). Punto fondamentale sottolineato da Allegri il fatto che la decadenza dei termini opera d'ufficio e non richiede una dichiarazione da parte del Comune e in tale senso neanche l'esigenza di approvare progetti esecutivi deliberata dalla Provincia poteva deteminare una sospensione ai termini di decadenza.

Tante anomalie a detta degli avvocati che sottolineano come il loro intento sia quello di agire come privati cittadini per il bene della città, senza alcun schieramento o motivazione politica. Il Comune dovrebbe effettuare i controlli perchè "essendo stato depositato il progetto come progetto di opera pubblica non risulta che sia stata eseguita la normale istruttoria di competenza del Responsabile dello Sportello Unico per l'Edilizia". Un solo sopralluogo al cantiere il 20 giugno scorso quello effettuato dal Comune, sottolinea Allegri: "Davanti a un progetto simile il Comune ha il dovere di verificare che sia costruito secondo il progetto che è stato depositato, gli organi di controllo devono essere facilitati a verificare le dimensioni, le cubature e quanto necessario".

COLLAUDI. Altra questione anomala sollevata da Allegri quella relativa ai collaudi: "Quanto sta cercando di fare Iren con l'invio di una lettera del 17 gennaio scorso con richiesta di collaudo ambientale è fuori dal mondo. E' una struttura complessa, in parte tecnologica e in parte edilizia. I controlli ambientali sono da fare una volta ultimata la struttura, non può essere operato in vitro ma dal vero e dopo aver ottenuto l'agibilità dell'impianto a completamento dei lavori". Anomalo il fatto che la lettera sia stata indirizzata all'Arpa e all'Ausl ma non al Comune, sottolinea De Angelis. Altro aspetto quello relativo ai componenti della Commissione di Collaudo, che "sulla base di una delibera potrebbe essere implementata, per garantire la presenza fondamentale del Comune".

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6O GIORNI A PIZZAROTTI. Quanto chiesto con la diffida al sindaco Pizzarotti è che l'Amministrazione Comunale effettui i controlli nel cantiere e accerti che i lavori siano in regola e a che stato si trovino, sulla base di istruttoria dei progetti definitivi ed esecutivi. Con la diffida si chiede anche che il Comune valuti le decadenze del permesso di costruzione prendendo i provvedimenti necessari, anche sulla base del fatto che per rendere esecutivo l'impianto con il suo collaudo ambientale è anche necessario il rilascio dell'agibilità. 60 giorni il tempo dato al Sindaco per adottare le misure necessarie contro il cantiere, in assenza di iniziative Allegri e De Angelis sono pronti ad altri interventi, avendo anche inviato per conoscenza la diffida al Procuratore Laguardia. Gli avvocati hanno presentato un esposto all'Antitrust per il teleriscaldamento, definendo un monopolio insostenibile la situazione in atto. "C'è una rete molto diffusa ma manca una convenzione, è stato sfruttato il fatto che sia nata come Amps. Quando Ubaldi l'ha privatizzata avrebbe dovuto sanare la situazione".

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