Inceneritore, ricorso di Iren bocciato dal Tar: nessun risarcimento dovuto dal Comune

E' da un tweet dell'assessore all'Ambiente che si apprende dell'importante novità in merito all'infinito iter giudiziario che riguarda il termovalorizzatore di Parma: "Fondamentali le foto che testimoniano i lavori al cantiere"

Il Tar di Parma, con sentenza pronunciata dalla Camera di Consiglio del 27 febbraio scorso e pubblicata oggi, ha bocciato la richiesta di risarcimento milionaria avanzata da Iren Ambiente S.p.A. per lo stop alla costruzione dell’inceneritore imposto nel 2011 ai tempi della Giunta VignaliI giudici sono stati chiarissimi: “La domanda risarcitoria – scrivono nella sentenza – così come formulata, essendo del tutto sfornita di prove, sia nell’an che nel quantum, deve essere respinta”. Vengono invece compensate le spese di giudizio “attesa la complessità della questione trattata”. 

IREN SI APPELLA AL CONSIGLIO DI STATO. "In merito alla sentenza con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto la domanda avanzata da Iren Ambiente per il risarcimento dei danni conseguenti alle ordinanze di sospensione dei lavori emesse dal Comune di Parma, nel luglio e agosto 2011, la Società proporrà appello avanti al Consiglio di Stato".

ll Tribunale Amministrativo ha ripercorso tutto l’iter della vicenda, partendo dai 28 milioni di risarcimento richiesti con il ricorso di Iren Ambiente a titolo di risarcimento per la sospensione dei lavori del “termovalorizzatore cogenerativo per l’incenerimento dei rifiuti”, avanzata in seguito alle due ordinanze di sospensione da parte del Comune nell’anno 2011 (rivelatasi comunque illegittima per una sentenza passata in giudicato perché non appellata ai tempi del Commissariamento del Comune), per un totale di 94 giorni, che Iren Ambiente ha ritenuto causa di un ritardo di 300 giorni per l’avvio dell’impianto, quantificando con una perizia di parte un risarcimento di quasi 28 milioni di euro. Ora il Giudice ha stabilito che “non è provato il nesso di causalità” e che “manca del tutto la prova del’entità del ritardo”. Di conseguenza – scrive il Tar – “manca la prova documentale del pregiudizio economico effettivamente subito di danno emergente e lucro cessante”Tradotto in soldoni, per il Comune, con questa sentenza, viene meno ora il rischio incombente di un maxi risarcimento che avrebbe pesantemente gravato sulle casse municipali.

L'assessore all'Ambiente del Comune di Parma Gabriele Folli ha twittato: "Respinta richiesta danni Iren 28 milioni Euro al @Comune di Parma. Fondamentali foto che testimoniano lavori al cantiere #inceneritore".

Pizzarotti commenta su Facebook: "Una importante notizia per i miei concittadini, abbiamo ottenuto una fondamentale vittoria giudiziaria: la richiesta danni di 28 milioni di euro per la chiusura temporanea del cantiere dell’inceneritore nel 2011 è stata ritenuta infondata. Ora avanti con la raccolta differenziata spinta, superiamo il muro del 60% per attestarci tra le migliori città europee, e dimostriamo che l’Emilia Romagna può fare a meno degli inceneritori" . 

 

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