Inceneritore, Gcr: "A Parma si bruceranno rifiuti provenienti da fuori provincia"

Il futuro di Parma è attorno a noi, saremo la pattumiera d'Italia. A Brescia rifiuti da Bergamo e dalla Svizzera. Non bastano mai

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Parma sarà l'unica provincia in Italia che non brucerà rifiuti provenienti da fuori provincia”.
Vabbè, non ci credete.

Eppure c'è ancora qualche buontempone che va in giro a raccontarla, e magari qualcuno, proprio uno o due faciloni, ci credono anche.

Perché ormai è chiaro che i rifiuti sono una merce degna di nota, da portare a spasso in gita, e ricavarne tanti soldini.
Il governo Monti sta dando una mano in tal senso, con una serie di liberalizzazioni che non mancano di toccare, ovviamente, anche il campo dei rifiuti e del loro smaltimento.

Così l'ultima notizia, e ne seguiranno altre, ci racconta delle gite fuori porta della monnezza, questa volta a Bergamo, che ha appena firmato un accordo commerciale con l'inceneritore di Brescia per farsi accogliere 20 mila tonnellate provenienti dal Sebino e dalla Bassa Bergamasca.

Del resto a Brescia hanno le spalle larghe o una fame atavica.
Il loro inceneritore ha una capacità di incenerimento di 800 mila tonnellate di rifiuti all'anno, e ovviamente non ne è mai sazio (la A2A si è spinta fino in Svizzera a fare incetta di “carburante”).

Ma la parte che più ci ha interessato nel leggere la notizia riguarda l'accordo economico che hanno stretto i due attori: Brescia ha offerto a Bergamo una tariffa di smaltimento di 93 euro alla tonnellata.

Per Bergamo è un affarone perché fino ad oggi spendeva 113 euro nell'impianto Rea di Dalmine.

Ora crediamo che a Parma la valuta euro abbia lo stesso valore che al Nord (a meno che Bossi sia già passato alle vie di fatto e ci abbia distaccato e spinto fuori dall'Italia che lui ama).

Allora vorremmo davvero che qualcuno desse una spiegazione ai cittadini.
Vorremmo che i comuni della Provincia di Parma spiegassero ai loro concittadini come mai fanno spendere 162 euro a tonnellata per fare la stessa identica cosa: bruciare monnezza. O la nostra fa più schifo delle altre e quindi ci fanno pagare una sovrattassa?

Ecco, il futuro dietro l'angolo.

I bacini di riferimento ormai sono regionali e la “merce” può navigare di qui e di là e nessuno può dire nulla, ne alzare la voce, con buona pace alle serenate insistenti che ci siamo sorbiti in questi anni sulla necessaria autosufficienza dei territori provinciali.

Aria fritta.

Ma oggi andiamo ben oltre, perché quello che abbiamo letto è stampato ormai nella nostra mente a lettere di fuoco.

L'assessore regionale lombardo con delega all'ambiente, Daniele Belotti, si dice molto soddisfatto di questo accordo e afferma: “Considerando il bacino regionale, come prescritto dalla legge, non sarà più necessario costruire nuovi impianti in zone congestionate: si potranno spostare dove ci sono impianti esistenti e con disponibilità residua. È un bene per le tasche dei cittadini, degli enti ma anche dell'ambiente”.

Noi pretendiamo la cittadinanza lombarda.

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