Un altro inceneritore a Parma?

La costruzione a soli 200 metri dal complesso monumentale della Certosa di Paradigna

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Mentre la città dibatte il problema del futuro inceneritore a Ugozzolo , e delle conseguenze devastanti per l’aria di Parma, già terribilmente inquinata,  e per la salute dei cittadini, un altro inceneritore potrebbe sorgere nella zona nord del nostro Comune.

L'azienda richiedente il VIA per un inceneritore da 1 Mw in zona Paradigna è la PFP spa di Modena, facente parte della PFP srl, azienda  che vende all'ingrosso sementi e soprattutto mangimi per animali.

La richiesta di autorizzazione è stata pubblicata sul Bollettino della Regione Emilia Romagna n. 3 del 4 gennaio scorso, ed il Comune di Parma è tenuto a rispondere  entro il 4 marzo.

Di cosa si tratta? Normalmente gli scarti di macellazione finiscono nei mangimi, soprattutto scatolette per cani e gatti. Ma è senza dubbio più redditizio bruciare per produrre elettricità ed incassare gli incentivi.

Il problema è che gli scarti di macellazione sono molto umidi (molto di più del 50% di umidità del cippato fresco di legna vergine già di difficile combustione). Per cui questi materiali devono essere prima trattati  a livello termomeccanico, perchè diventino combustibili.    

L'azienda dichiara di voler rendere combustibili 50.000 t. di scarti di macellazione e 20.000 t. di oli esausti. Ne brucerebbero circa 15.000 t, arrivando in tal modo a produrre neanche 8 milioni di Kwh.

 Poca roba rispetto all'enormità della quantità di materiale bruciato. Però dagli incentivi pubblici l’azienda ricaverebbe  1 milione di euro all'anno.  La combustione di scarti di macellazione e di oli esausti è molto più inquinante dello stesso   cippato fresco di legna vergine.

 Oltre a quantitativi intollerabili di emissioni nocive e di ceneri,  la combustione produce benzene e suoi composti, cioè idrocarburi ciclici che, in  presenza di composti clorurarti nell'acqua e nell'aria (basta il cloro della depurazione degli  acquedotti) producono diossina.

La costruzione di questo nuovo forno causerebbe un ulteriore aggravio per i PM 10 e per i livelli di inquinamento già presenti nell’aria che respiriamo.

Per questa ragione Parma Bene Comune si dichiara assolutamente contraria alla sua realizzazione.

Chiediamo dunque al Commissario Ciclosi la sospensione di ogni procedura VIA o AIA fino all’elezione del nuovo sindaco.

A questi spetterà l’onere di decidere se autorizzare l’impianto, con un nuovo, grave danno alla salute dei cittadini di Parma e dei comuni limitrofi (Torrile e Sorbolo), oppure decidere di negare l’autorizzazione, procedendo ad un netto cambiamento di rotta, nelle politiche per l’ambiente del comune.

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