Rifiuti. Cgil e Cisl: "Comune-Iren, confronto poco costruttivo"

Se il Comune "si accanisce su Iren" del resto "la multiutility si sta comportando come un'azienda libera e autonoma da coinvolgimenti istituzionali e territoriali dimenticando il suo legame storico col territorio"

Inceneritore e ciclo integrato dei rifiuti. I sindacati Cgil e Cisl di Parma prendono posizione. Se il Comune "si accanisce su Iren" del resto "la multiutility si sta comportando come un'azienda libera e autonoma da coinvolgimenti istituzionali e territoriali dimenticando il suo legame storico col territorio, il tutto a spese dei lavoratori".

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"Le segreterie di CGIL e CISL di Parma e i sindacati provinciali di categoria di CGIL e CISL ritengono opportuno richiamare l’attenzione sulla scarsa efficacia del metodo con cui l’Amministrazione comunale di Parma e il Gruppo IREN stanno affrontando la questione del futuro del ciclo integrato dei rifiuti in città.
Il sindacato ritiene infatti poco costruttiva la tecnica dilatoria con cui, tra interventi di comici e ricorsi al Tar per tentare di bloccare il cantiere di Ugozzolo, il Comune si accanisce nei confronti di IREN, e come quest’ultima si comporti come una azienda libera e autonoma da coinvolgimenti istituzionali e territoriali, dimenticando il suo legame storico col territorio. Il tutto a spese dei lavoratori, che rimangono in attesa delle decisioni della Magistratura.

Non è più tempo, ormai, di proclami elettorali, nonché di altisonanti progetti. Sarebbe invece giunto il momento di conoscere finalmente le intenzioni operative del Comune di Parma in merito al futuro dello smaltimento dei rifiuti, e da parte della multiutiliy il reale interesse verso questo indispensabile servizio pubblico.
Dopo il recente annuncio dell’assessore all’Ambiente dell’Emilia-Romagna in merito ad un piano regionale per la gestione dei rifiuti da definire entro il 2012, ci si chiede come il nostro territorio potrà rientrare in tale piano se, da una parte, l’Amministrazione Pizzarotti proseguirà in questa politica di isolamento e autosufficienza, mentre dall’altra IREN continuerà a guardare solo ai dividendi e a progetti di espansione fuori dal nostro territorio.

Tanto più che si è costituita di recente una agenzia regionale (ATERSIR) che rappresenta uno strumento di cooperazione tra i 349 comuni dell’Emilia-Romagna per l’acqua e i rifiuti. Se, a quanto parrebbe, l’Amministrazione è in possesso dei documenti relativi al piano finanziario di IREN sull’inceneritore, sarebbe auspicabile che si avviasse quanto prima un confronto per discutere gli orientamenti in merito alle definizione delle tariffe (che occorre ridimensionare e rendere trasparenti) e alla qualificazione dei servizi erogati dalla Multiutility.

Non possiamo poi dimenticare la fondamentale importanza della tenuta occupazionale, in considerazione anche delle politiche di esternalizzazione sempre più spinte con appalti al massimo ribasso, a cui IREN demanda ormai quasi tutta l’operatività del settore. È bene ricordare tra l’altro che circa l’80% dell’occupazione prevista nell’impianto d’incenerimento sarà extraterritoriale. A tale proposito non è retorico ricordare all'azienda che IREN rappresenta per tutto il territorio parmense un patrimonio industriale storico, che da sempre – da quando portava il nome delle municipalizzate AMPS ed AMNU, confluite poi in ENÌA – fornisce servizi di primaria importanza, che incidono sullo sviluppo economico, occupazionale, sociale ed ambientale del nostro territorio. Un patrimonio che vanta al proprio interno professionalità e competenze che è vitale preservare e valorizzare.

CGIL e CISL e le relative sigle di categoria ritengono pertanto che non si possa più rimandare la ricerca di soluzioni volte alla tutela ambientale e occupazionale attraverso proposte che potrebbero utilmente essere discusse e valutate anche e soprattutto coinvolgendo lavoratori e sindacati del comparto, da sempre attenti e partecipi a queste tematiche oltre che parte in causa nella delicata questione del futuro della gestione integrata dei rifiuti".
 

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