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Inceneritore, Ciclosi nomina una Commissione d'inchiesta

Il Commissario ha incaricato il vicario Formiglio e i subcommissari Figliossi e Pomponio di verificare la correttezza della procedura. Il Gcr: "Auguri di buon lavoro"

Nuovo tassello nella vicenda dell'inceneritore, in costruzione in località Ugozzolo. Mentre si attende la sentenza definitiva del Tar rispetto alla delibera del Comune, all'epoca della giunta Vignali, che ha bloccato il cantiere di Ugozzolo il Commissario Straordinario Mario Ciclosi ha nominato una Commissione d'inchiesta interna al Comune per verificare "eventuali profili di non conformità dell'attività tecnico-amministrativa svolta dal Comune di Parma relativamente al Pai e ai principi di rispetto delle norme e della legittimità dell'attività tecnico -amministrativa". Ne fanno parte il vicario Michele Formiglio e i sub commissari Virginia Figliossi e Sergio Pomponio. Il lavoro degli incaricati durerà un mese, al termine delle valutazioni il risultato verrà probabilemente reso pubblico.

IL COMMENTO DELL'ASSOCIAZIONE GCR: "Buon lavoro al Commissario"

Anno nuovo vita nuova. A pochi giorni dal bilancio lacrime e sangue, il commissario Ciclosi lancia un nuovo inequivocabile messaggio di trasparenza e chiarezza, questa volta su un tema che ci è caro e che per primi avevamo esposto al sindaco pro tempore a poche ore dal suo arrivo in città. Un desidero di trasparenza che avevamo caldamente auspicato, in una vicenda che ne ha tutte le caratteristiche, opposte. Dell'inceneritore di Parma si potrà dire tutto fuorché che sia nato dalla fulgida stella della linearità e della limpidezza, a cominciare da quel documento economico finanziario che Iren nega ai cittadini di Parma da 589 giorni, ponendo la ridicola scusante della sua inesistenza.

Certamente la parte più logora di tutta la vicenda riguarda il suo iter autorizzativo, caratterizzato dal suo avvio da una serie di zig zig degna di uno slalom speciale. A partire dalla sua identificazione in opera pubblica e poi invece privata, e poi una o l'altra a seconda del numero della pagina, dispari o pari. E poi quell'affidamento diretto a Enia-Iren, di cui nessuno oggi ne dimostra titolo, rimandando sempre all'ente precedente, alla legge sovralocale, alla decisione presa il 30 febbraio. Un pasticcio, un pastrocchio, un buco nero di denaro che verrà ripagato dalle bollette dei cittadini, metro cubo per metro cubo, kilowattora per kilowattora.

Un disastro annunciato che purtroppo riguarda anche la salute di Parma, lo sviluppo di malattie e l'incremento di inquinanti, il rischio di mettere a repentaglio le produzioni di qualità che hanno salvato il territorio di Parma dalla crisi che ha colpito il resto del Paese La decisione del comune capoluogo è di buon auspicio nel solco di quella chiarezza che tutti i cittadini, di destra o di sinistra che siano, hanno diritto di ottenere, per poter confidare ancora un poco di fiducia nelle istituzioni e nei consessi rappresentativi, così sconquassati oggi dai mille scandali e dalle mille iperboli che hanno portato alla ribalta la città per valori negativi e desolanti. Auguriamo davvero al Commissario un buon lavoro, specie in questi giorni di screening della vicenda del Paip.

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