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Inceneritore, esposto alla Procura. Gcr: "Fermate subito i lavori"

L'associazione Gestione Corretta Rifiuti: "Sono stati sottoposti ad approfondimento una serie di documenti dai quali sono emersi elementi molto gravi che si è ritenuto di sottoporre all'attenzione dei magistrati"

Un esposto alla Procura della Repubblica di Parma è stato depositato nei giorni scorsi a seguito di uno studio affidato dall'associazione GCR ad un pool di professionisti che operano fuori provincia, esperti nelle materie oggetto della segnalazione. Sono stati sottoposti ad approfondimento una serie di documenti, reperiti nelle ultime settimane, dai quali sono emersi elementi molto gravi, che si è ritenuto di sottoporre all'attenzione della Procura della Repubblica. Sono prove documentali e non “sentito dire” o supposizioni campate in aria. E l'argomento non poteva che essere l'iter autorizzativo relativo all'inceneritore di Parma.

L'iniziativa che GCR ha preso va a sostenere un altro esposto che alcuni cittadini avevano presentato mesi fa e che, non essendo stato archiviato, sta seguendo il suo percorso investigativo. Portando al magistrato ulteriori elementi si confida che si possa favorire un definitivo chiarimento di tutta la vicenda inceneritore. Vanno analizzati tutti gli aspetti tecnici, considerato che Iren sta proseguendo senza indugio la costruzione dell'impianto, ignorando ogni critica. Se fossero stati commessi reati è giusto che siano perseguiti, senza indecisione, accelerando i tempi per impedire ulteriori, inutili spese. Dalle prove documentali emerse sembra di poter concludere che l'iter autorizzativo del progetto del Pai (Polo Ambientale Integrato) sia gravemente viziato sotto molti profili, che hanno portato ad una decisione che non aveva tutti gli elementi.

Si auspica che, di fronte a tante irregolarità (la Procura dirà se rilevanti in sede penale), le amministrazioni competenti facciano un passo indietro volto alla cautela, ed in primo luogo fermino i lavori per permettere di fare assoluta chiarezza su tutti gli aspetti e risvolti. Lo chiedono a gran voce i cittadini di Parma e del territorio della Provincia. Che la sospensione sia utile anche ad una riflessione sulle possibili alternative al modello di gestione dei rifiuti nella nostra Provincia che non metta a repentaglio il bagaglio economico della food valley, che ha permesso in questi anni di crisi di far tenete il sistema Parma rispetto ad altri meno fortunati territori.


Sono anche passati 5 anni dal Piano provinciale per la gestione dei rifiuti e la norma consente oggi una sua revisione, diventata in questi mesi improcrastinabile per poter verificare se, rispetto a 5 anni fa, siano emerse delle soluzioni tecnologiche meno impattanti per gestire i materiali post utilizzo. L'inceneritore era il passato. Noi vogliamo guardare al futuro.

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