Inceneritore, il Gcr: "Nell'impianto di Ugozzolo 18 incidenti in 7 mesi"

L'Associazione riporta i dati di Monitorem e commenta: "Gli incidenti accadono anche a Ugozzolo. Ma il sistema pensato per informare i cittadini pare non far emergere le problematiche riscontrate"

"Se dovessimo seguire le indicazioni fornire dei monitor -si legge in una nota dell'Associazione Gestione Corretta Rifiuti- nulla è accaduto da gennaio ad oggi all'inceneritore di Ugozzolo. Se invece ci affidiamo a Monitorem, il sistema di Arpa che controlla più da vicino gli impianti maggiormente inquinanti e a rischio, la musica cambia. Da gennaio 2014, mese di avvio dell'inceneritore di Parma, sono stati 18 gli incidenti occorsi all'interno dell'impianto, ed hanno riguardato in dieci occasioni l'aspetto “aria” ed in otto la qualità delle acque di scarico. Si parte dal 17 aprile, quando alle 20 la linea 2 ha portato il valore di monossido di carbonio fuori limite al punto che si è deciso di sigillare la linea chiudendo la “clappa” fino al mattino successivo. Cos'hanno riportato i monitor in quel giorno? Nulla. Il dato legge infatti ha il valore medio del monossido di carbonio, e pure evidenziando un valore più alto del solito, 16,33 sul limite di 30, non ha fatto emergere l'incidente occorso e per l'opinione pubblica tutto ok. Dal 14 al 20 aprile i dati di controllo sulla qualità delle acque di scarico vengono a mancare per un problema di alimentazione elettrica. Questo incidente, che come vedremo si verificherà più volte, non è nemmeno contemplato nei monitor pubblici, che si occupano soltanto di alcuni dati di emissione in atmosfera, mentre tralasciano del tutto l'elemento acqua. Il 17 maggio, durante la fase di spegnimento di una linea, sappiamo come sia la fase più pericolosa e impattante, ai alzano i valori del Cot, il carbonio organico totale. 

Si tratta della linea 2, spenta in quella giornata, e che il monitor riporta come spenta. In realtà era in fase di spegnimento e tutto quello che succede in quelle ore delicate non è nemmeno preso in considerazione dai dati pubblicati sul sito di Iren. Lo spegnimento ha portato con sé anche l'innalzamento degli ossidi di azoto, che sono stati tenuti a bada con una iniezione supplementare di ammoniaca. Dal 19 al 25 maggio torna il problema di alimentazione elettrica agli impianti di controllo sul Ph, Redox e conducibilità elettrica delle acque di scarico e tutto si giustifica con una “parziale perdita di dati”. Il problema continua sino al 2 giugno, registrando anche valori “anomali”, ma ovviamente, essendo considerati anomali, non possiamo sapere quali erano le cifre del dato. Ed eccoci ad un'altra fase delicata, quella dell'accensione, che lascia il suo segno nei cieli di Parma. Tra il 15 e il 16 di giugno viene riaccesa la linea 2.

Il livello di carbonio totale viene giudicato alto, ma il monitor riporta la cifra zero sulla media giornaliera, così come si evidenzia il dato alto dell'ammoniaca, che sempre sul monitor registra un numero vicino allo zero. Ancora nella prima metà di giugno il controllo degli scarichi dell'acqua va a farsi benedire per la solita mancanza di alimentazione elettrica (l'opinione pubblica potrebbe fare cattivi pensieri?) e di anomalia strumentale. Insomma il sistema non riesce a verificare i dati di inquinanti sciolti in acqua. Ed è sempre colpa dell'elettricista. Il 17 e il 18 giugno vengono riscontrate anomalie nei dati della misurazione dell'ossigeno nel sistema di generazione di vapore a griglia. Lo stesso problema si ripete il giorno dopo. E il 19 l'alimentazione dei rifiuti viene bloccata perché emerge un problema sul post combustore che causa l'innalzamento dell'emissione di CO. La linea 2 registra sul monitor un valore doppio rispetto alla media, ma ben lontano dal limite. Ma il problema a quanto pare non è risolto.
Il 21 il valore dell'ossigeno è sempre anomalo. Il 22 si verifica il blocco di entrambe le griglie di combustione rifiuti. La temperatura di combustione si abbassa e anche il post combustore segue il calo. Il valore del CO si alza per l'insufficiente temperatura, la linea 1 va sotto i 1000 gradi.

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Il monitor registra il monossido di carbonio effettivamente fuori la media consueta: 9,8 alla linea 1, 22 alla linea 2, con un limite posto dall'Aia a 30. Gli ultimi incidenti sono tutti concentrati sull'elemento acqua. In pratica il sistema di controllo non funziona. L'alimentazione elettrica non viene riparata e i dati si perdono. Incredibile che dal 14 aprile ad oggi il problema non sia stato risolto. Ci si limita a registrare con regolarità la persistenza del problema che fa sì che non siano verificati, o solo parzialmente, il livello di inquinamento delle acque di scarico, sia quelle inviate alle fognature di acque nere, sia quelle rimesse in superficie nel canale Naviglio. Gli incidenti insomma accadono anche a Ugozzolo. Ma il sistema pensato per informare i cittadini pare non far emergere le problematiche riscontrate. C'è da dire che i dati sono effettivamente pubblici ma di difficile ritrovamento. Questo è il link di Arpa da tenere sotto osservazione: https://www.arpa.emr.it/monitorem/azienda.php?ul=76. L'immacolato sistema di Ugozzolo oggi scopre qualche macchia nera.

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