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Inceneritore a rischio: F2i rinuncia all'investimento

In una lettera, pubblicata da ilfattoquotidiano.it, l'amministratore delegato Vito Gamberale pone dubbi per i rischi legati alle inchieste penali sul termovalorizzatore. Ma per Iren Ambiente l'impianto sarà in funzione dai primi di aprile

Una lettera firmata da Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i, Fondi Italiani per le Infrastrutture, potrebbe rimettere in gioco le carte sul futuro del termovalorizzatore di Parma. Nella missiva, pubblicata in esclusiva da ilfattoquotidiano.it e definita 'strettamente riservata e confidenziale' l'amministratore delegato del fondo che sarebbe in dirittura d'arrivo per l'acquisizione del 49% di Iren Ambiente, pone forti dubbi sui rischi, soprattutto legali, legati all'impianto di Ugozzolo che secondo quanto dichiarato alla stampa proprio da Iren Ambiente dovrebbe iniziare a bruciare rifiuti i primi giorni di aprile.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE. L'inceneritore di Parma "é diseconomico e superato". Così tutti i 53 senatori del M5S hanno presentato un'interrogazione parlamentare "dopo l'annuncio di ritiro da parte di F2i che teme il sequestro o la demolizione dell'impianto a causa delle inchieste in corso". Primi firmatari sono i senatori emiliani, piemontesi e liguri (Maria Mussini, Michela Montevecchi, Elisa Bulgarelli, Adele Gambaro, Marco Scibona, Alberto Airola, Carlo Martelli, Cristina De Pietro), ovvero delle tre regioni che ospitano gli Enti locali proprietari di Iren, la multiutility che ha costruito l'impianto e sta ultimando le prove per l'accensione. Tra l'altro, nell'interrogazione a risposta scritta, il M5S definisce gli "investimenti diseconomici come quello dell' inceneritore di Parma, non in linea con la risoluzione di indirizzo del Parlamento europeo del 20 aprile 2012 che vieta l'incenerimento di tutti i rifiuti riciclabili e compostabili dal 2020". E chiede al governo "se a carico di Iren Spa, il cui piano finanziario prevede di fare pagare oltre 160 euro/tonnellata per lo smaltimento tramite incenerimento a fronte di sistemi alternativi molto più economici e sostenibili dal punto di vista ambientale, non si configuri un forte danno erariale potenziale e un aggravio ingiustificato di costi a carico dell'utenza interessata".

Nella lettera, datata 22 febbraio 2013 Gamberale parla espicitamente di sospensione dell'investimento. Gli “eventuali rischi di confisca o demolizione del PAI” che, seppur remoti, non verrebbero esclusi in maniera definitiva dai legali di Iren. Secondo Gamberale il fondo dovrebbe essere tutelato da “eventuali conseguenze negative derivanti dal citato procedimento penale".

FOLLI: "CHIEDEREMO UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE"- Un commento dell'assessore Folli anche sulla questione inceneritore a seguito delle polemiche per il contenuto della lettera del 22 febbraio 2013 a firma di Vito Gamberale. L'amministratore delegato Fondi Italiani Infrastrutture, pronto all'acquisizione del 49% di Iren Ambiente ha espresso dubbi circa la situazione legale in atto sul cantiere e nella lettera ha parlato di uno stop all'investimento. "Il fatto che un investitore istituzionale faccia marcia indietro per possibili sviluppi della magistratura è un altro elemento di preoccupazione. Chiederemo un'interrogazione parlamentare per portare a una maggiore attenzione la situazione in atto".

Riguardo al bando per il trattamento del residuo biologico e il trattamento dei rifiuti in modo alternativo Folli ha reso noto che sono arrivate al momento 3 offerte e che la settimana prossima, con la chiusura del bando, inizieranno le relative valutazioni. "Ci sarebbero costi decisamente inferiori per il trattamento dei rifiuti, le aziende devono investire su queste tecnologie e non su quelle dell'inceneritore che ha problematiche in corso di valutazione anche dalla magistratura. Non bisogna sempre aspettare che siano gli altri a fare le cose, il Comune di Parma può essere un buon laboratorio per tecnologie alternative per il trattamento dei rifiuti".

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