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Tutti pronti contro l'inceneritore

La multiutility Iren -in linea con i nuovi ddl ambientali- ha già richiesto l'autorizzazione per implementare lo smaltimento dei rifiuti da conferire nell'inceneritore con quelli provenienti da fuori provincia. Il Comune è pronto a schierarsi contro il decreto e il comitato Gcr annuncia nuove battaglie. Le lotte ambientaliste in tutta Italia muovono milioni di persone

Gli effetti del ddl Sblocca Italia cominciano a sentirsi: depositata da pochi giorni dall'azienda Iren la richiesta per l'autorizzazione ad implementare il carico di rifiuti da smaltire. Un incremento del 20% da sommare al regime fin ora stabilito: da 130mila tonnellate a 195mila. 

La travagliata storia dell'azienda Iren -prima pubblica e poi privata- le cui inadempienze sono state segnalate da vari enti di controllo tra cui Commissione Europea, Antitrust e Anticorruzione, ha rapidamente recepito le nuove predisposizioni statali depositando in Procura tutta la documentazione necessaria all'aumento del carico di rifiuti da portare a conferimento, provenienti anche da fuori provincia.

 Nell'articolo 35 del decreto Sblocca Italia "misure urgenti per la realizzazione di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani" al comma 3 e al comma 6 viene chiarito che "tutti gli impianti di recupero energetico da rifiuti sia esistenti sia da realizzare sono autorizzati a saturazione del carico termico" e che "non sussistendo vincoli di bacino al trattamento dei rifiuti urbani in impianti di recupero energetico" si potranno conferire all'interno dell'inceneritore i rifiuti urbani prodotti in altre regioni dando "priorità di acceso ai rifiuti urbani prodotti nel territorio regionale".

Gli accordi presi in precedenza dalla Provincia e dal Comune con Iren per trattare solo rifiuti provenienti dalla provincia di Parma saranno così bypassati.

La documentazione presentata da Iren per l'implementazione del carico di rifiuti, consultabile anche in rete, contiene un consistente studio ambientale (211 pagine) che assicura come tale cambiamento non avrà impatti sui vari aspetti ambientali se non su quello del traffico veicolare: i mezzi che porteranno i rifiuti all'inceneritore aumenteranno ma "l'incremento del traffico dei mezzi pesanti dovuto al progetto è inferiore all'1%".

A seguito della notizia per la richiesta di Iren si è scatenata la 'guerra', per ora, da tastiera: amministrazione, giunta comunale e Gestione corretta rifiuti sono pronte a dare battaglia. 

A partire dal primo cittadino che, su Facebook, scrive "il Governo sta aprendo l’inceneritore ai rifiuti da tutta Italia, grazie allo Sblocca Italia"  ma promette che "ci opporremo, perché con i fatti abbiamo dimostrato che il Modello #Parma, è il modello in grado di chiudere definitivamente gli inceneritori italiani". Se il Modello Parma con la sua raccolta differenziata fosse esteso a tutta la Regione - spiega Pizzarotti- si potrebbero far chiudere 6/7 degli 8 inceneritori presenti sul territorio entro il 2020.

L'assessore all'ambiente Folli riguardo al problema inceneritore-Sblocca Italia, come già aveva dichiarato quest'inverno in un intervista a ParmaToday.it, punta il dito contro "le leggi nazionali e i piani regionali voluti dal Pd" ed annuncia che il Comune di Parma "proporrà una delibera all'assemblea dei sindaci della Provincia per opporre un netto no alla richiesta fatta da Iren di stracciare gli accordi presi ed allargare i confini di operatività dell'impianto".

L'assessore fa anche notare come la nostra Regione riguardo alla lotta sugli effetti del ddl ambientale sia in netto ritardo: "mentre in  Lombardia e Veneto si stanno opponendo agli effetti nefasti dell'art. 35 dello Sblocca Italia, nella nostra Regione a tutti i livelli vi è sostanziale allineamento agli ordini di scuderia voluti dal governo Renzi".

Il Comitato Gestione Corretta Rifiuti non si tira indietro anzi, affila le armi e proclama battaglia: "Davanti a questa trappola coscientemente allestita occorre mobilitarsi. Non stiamo parlando di camino sì, camino no, di confronto di filosofie. Stiamo per affrontare una rivoluzione. Parma candidata a diventare pattumiera d'Italia. Si era avvertito ripetutamente di questo rischio, Gcr in testa. 

Cassandre inascoltate. Oggi non ci sono recinti ideologici. Si tratta di scegliere da che parte stare. E lo devono fare tutti: a cominciare dai cittadini e dalle associazioni, per passare ai partiti, ai sindacati di categoria, ai consorzi di prodotto, a tutte le forze economiche di Parma. Questa volta scendere in piazza significa esprimere il futuro che vogliamo. Schiavi di un camino o padroni del proprio destino? E' un referendum, su di noi".

Dalla storica lotta in Val di Susa scendendo giù per lo stivale le battaglie per la tutela dell'ambiente si fanno sempre più numerose: dalla più vicina protesta contro l'autostrada Ti-Bre che dovrebbe passare per la nostra provincia con una progettazione totale di 145 km sottratti al suolo agricolo, passando da quelle contro l'Ilva di Taranto, a quella contro le trivellazioni in Abruzzo "No Ombrina" che nella manifestazione di sabato scorso a Lanciano (Chieti) ha contato più di 55 mila partecipanti. Dalle perforazioni nell'Adriatico si arriva fino alle isole con il comitato "No Muos" in Sicilia contro la stazione militare Usa e le sue tre mega antenne paraboliche capaci, con le loro onde elettromagnetiche, di provocare danni all' ambiente e alla salute umana e animale. 

Proprio pochi mesi fa il Tar siciliano ha dato ragione al comitato "NO Muos" e al comune di Niscemi ed ha fermato i lavori all'interno della base Usa: gli effetti negativi sulla salute e sull'ambiente non sono stati trattati in maniera esaustiva dall'Istituto superiore di Sanità.

I "comitatini", così definiti da Renzi, sono tanti, uniti dalla volontà e dall'impegno per la difesa dell'ambiente. Le loro tesi sono confermate da importanti ed autonome competenze scientifiche, tali da dover essere prese in considerazione da Enti e Autorità. 

La "massa critica" di chi lotta per la difesa del territorio e della salute pubblica con tenacia, capacità ed originalità raggiunge talvolta difficili obbiettivi e vittorie in quanto palesi e indifendibili sono i disastri ambientali che combattono.

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