Inceneritore, Iren: "Il sindaco decida o chiederemo danni per 80 milioni"

La risposta di Vignali ad Andrea Viero: "Nessun tentennamento, ma la legittima chiarezza che un sindaco ha il dovere di chiedere per tutelare i suoi cittadini". Intervento della Gcr: "Il dg di Iren si dimetta"

Non si placano le polemiche sulla costruzione dell'inceneritore. Dopo le parole del sindaco che ieri aveva dichiarato "Dobbiamo rifletterci meglio: c’è la volontà di fare chiarezza sui costi perché ho notizia che sono lievitati rispetto a quelli concordati all’inizio, nel 2006", era arrivata la nota di Iren che indicava il costo complessivo dell'intervento in 193.589.000 di euro con una variazione di oltre 13 milioni di euro rispetto al piano originario che ne prevedeva 180. Poi sono arrivati i commenti del Gruppo consiliare del Pd che al sindaco consigliava di "fare chiarezza invece di creare confusione"; ed il comunicato dell'associazione Gestione Corretta Rifiuti che sottolineava il silenzio sulla vicenda del presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli.

LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE GENERALE DI IREN

Oggi un nuovo capitolo della saga che ci regala un colpo di scena. Il direttore generale di Iren, Andrea Viero, ha convocato una conferenza stampa per esporre la posizione dell'azienda. Dopo aver brevemente raccontato la storia che ha portato alla decisione di costruire l'impianto, Viero ha dichiarato: "Non intendo partecipare a questo balletto mediatico. Vignali deve dirci chiaramente se non vuole fare più l'inceneritore. In tal caso noi adiremo le vie legali per avere i danni dal Comune che ammontano a circa 80 milioni di euro". E continuando: "Tutti gli attori coinvolti hanno sempre saputo i costi del termovalorizzatore. Inoltre confermo che le tariffe per gli utenti saranno in linea con quelle del 2008".

LA RISPOSTA DEL SINDACO

"Nessun balletto mediatico e nessun tentennamento - afferma Pietro Vignali - ma la legittima chiarezza che un sindaco, di fronte alle novità che quotidianamente emergono attorno al termovalorizzatore, ha il dovere di chiedere per tutelare i suoi cittadini".

IL COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE GESTIONE CORRETTA RIFIUTI

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"Eravamo un po' indecisi nella scelta dell'Oscar del non senso. Bernazzoli e il suo “silenzio stampa” sui rifiuti o Viero con le infantili giustificazioni sui costi dell'inceneritore? Per fortuna la conferenza stampa di Iren di questa mattina ha fugato i nostri dubbi. Il direttore generale di Iren, Andrea Viero, sbaraglia la concorrenza. Ci sono momenti della vita in cui il buon senso suggerirebbe un segnale di chiarezza e di amor proprio e a Viero lo suggeriamo proprio ora. Si faccia da parte e lasci ad altri il posto che oggi non si merita.

Le dichiarazioni di questa mattina sfiorano infatti il ridicolo. Un amministratore non tira per le orecchie un socio, seppure con una quota del 6%, intimandogli una chiarezza che lui stesso non ha portato, specie se quel socio rappresenta il territorio che ti da il pane, mattina e sera, da innumerevoli anni. Non si fanno balenare minacciose ritorsioni economiche a chi pretende la giusta evidenza sui costi, su un progetto che rimbalza da 175, a 180, a 315, a 350 milioni, a seconda della pagina che si legge, considerando che in calce la dicitura è sempre “Iren”.

Non ci si ritiene di diritto al di sopra di ogni sospetto, atteggiandosi a padroni del vapore, quando il motivo del contendere è la gestione della cosa pubblica. Se Viero lo permette, tutti i cittadini avrebbero diritto ad aver ampio accesso alle informazioni che riguardano quanto e perché verrà prelevato dalle loro tasche. Eppure, di fronte ad una delibera di consiglio comunale, alle reiterate richieste di un sindaco, nonché socio, Iren non solo non si scusa per il ritardo, consegnando la documentazione, ma fa il peggio del peggio, recitando a soggetto: il piano non c'è, c'è ma non lo possiamo mostrare, sono solo illazioni di una associazione di ambientalisti, riguarda altro di cui i cittadini non devono interessarsi.

“Col cavolo!” direbbe qualche scostumato contribuente di fronte all'ennesima presa per...
Così si arriva ad affermare che i costi sono aumentati “solo” di 13 milioni, bruscolini secondo Iren, che a quanto pare ritiene di poter alzare a proprio piacimento le cifre del progetto e ottenere un nulla osta al buio da parte dei soggetti coinvolti. Viero dovrebbe esibirsi nel gesto coraggioso anche per evitare che il territorio, dove la sua società intende operare, non si rivolti contro il gruppo in massa, ad esempio dismettendo tutti i contratti e passando alla concorrenza, facendo vedere i sorci verdi ai ragionieri.

Un esodo da Iren matrigna che non tarderà ad arrivare se le cose non cambieranno radicalmente, se la società non deciderà di ripartire con altri atteggiamenti (e persone), modalità di rapporto con le amministrazioni e i cittadini, che oggi sono desiderose più che mai di vederci chiaro, in questo scantinato buio, animato da fantasmi che appaiono e scompaiono a giorni alterni. Dopo tante parole è ora di mettere le carte in tavola, abbandonando le trincee, calpestando i tracciati sbagliati, per costruire un nuovo progetto, che abbia al centro le persone e i territori, non i business delle multinazionali, un indirizzo che non per caso era stato buttato lì nello stagno vent'anni fa, quando la gestione dei rifiuti la si intravedeva come azione di pubblico e privato che porta ricchezza, e non scorie ricche di metalli pesanti e diossine.

Il sogno della Dac (Denominazione Ambientale Controllata) che oggi, dopo vent'anni potrebbe ritornare all'ordine del giorno per riaffidare ai territorio la scelta del loro futuro. Alla luce di queste continue e reiterate menzogne, i cambiamenti dei costi a seconda delle necessità del momento, sarebbe più serio e onesto dare le proprie dimissioni, togliendo l'imbarazzo di dare colpe a destra e a manca nel tentativo di coprire anche le colpe di altri che non possono essere nominati".

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