Inceneritore, 'sindacato ispettivo' del senatore Mussini. Folli scrive al Ministro

Una richiesta di chiarimenti, quindi, che ha come presupposto il fatto che esiste un ricorso in Corte di Cassazione che chiede il sequestro dell'impianto. Folli: "Collaboriamo con la Procura per eventuali illeciti"

L’assessore alla mobilità e ambiente Gabriele Folli ha risposto con una nota inviata al prefetto Luigi Viana ed al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare circa l’atto di “sindacato ispettivo” promosso con un’interrogazione a firma del senatore Maria Mussini e sottoscritta da oltre una trentina di senatori del Movimento 5 Stelle sull’impianto di incenerimento di Ugozzolo. Di cui si chiede conto al ministro dell’effettiva utilità e sostenibilità finanziaria a fronte dell’incertezza manifesta dal Fondo Italiano per le Infrastrutture F2i e sugli investimenti dello stesso tramite l’acquisizione del 49% di Iren Ambiente, oggi messi in forse a seguito dell’avvio del procedimento penale in relazione a presunti illeciti connessi alla progettazione dell’impianto.

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Una richiesta di chiarimenti, quindi, che ha come presupposto il fatto che esiste un ricorso in Corte di Cassazione che chiede il sequestro dell’impianto a fronte di diverse ipotesi di reato in corso di accertamento. “Sui dubbi esplicitati dal fondo di investimento F2i in relazione al previsto investimento nella società Iren Ambiente che ha in gestione l’inceneritore di Parma – dice Folli - confermiamo che le notizie ricevute sul raffreddamento degli interessi della società ad investire, sono ulteriormente confermate da notizie apparse sulla stampa in seguito ad un incontro avuto il 15 aprile 2013 nel Comune di Parma tra il Sindaco Pizzarotti, Vito Gamberale ed i vertici di Iren”.

Folli conferma anche che le offerte ricevute tramite la manifestazione di interesse lanciata dal Comune di Parma per un sistema di trattamento a freddo del rifiuto urbano residuo hanno dato esito favorevole e “da una prima analisi emerge l’assoluta convenienza economica oltre che ambientale a prevedere impianti di questo tipo nel nostro territorio così come stanno facendo nella Provincia di Reggio Emilia con il progetto della “Fabbrica dei Materiali”. I costi di investimento sono infatti notevolmente più bassi (tra i 6 e gli 11 milioni di Euro a fronte dei circa 200 milioni di Euro sostenuti per l’inceneritore di Ugozzolo) e pure la tariffa di conferimento del rifiuto urbano (tra i 60 e i 90 Euro a fronte dei 168 Euro/tonnellata previsti da Iren per il rientro dell’investimento in 20 anni). Inoltre le previsioni di Iren non hanno tenuto conto della recente risoluzione del Parlamento Europeo che ha votato il bando al 2020 dell’incenerimento di tutti i rifiuti riciclabili e compostabili.

Considerando che la capacità attuale di incenerimento dei 7 impianti attivi in Regione Emilia-Romagna è di 1.150.000 tonnellate che i rifiuti non riciclabili nella regione rappresentano solo l’8,41% del rifiuto rubano residuo ci si chiede quali saranno le tariffe applicate ai cittadini di Parma una volta rivisto il piano di ritorno dell’investimento dell’opera”. Il Comune sta incontrando i soggetti proponenti per far affinare e rendere uniformi tra loro le proposte del TMB (Trattamento Meccanico Biologico) nell’ottica di una massimizzazione del recupero di materia e di escludere dal bilancio di massa la produzione di CDR (Combustibile da rifiuto).

“Nell’arco di 2-3 settimane riceveremo le proposte definitive – precisa l’assessore - e le sottoporremo agli enti competenti (Atersir e Regione Emilia-Romagna) al fine di poterle includere nel nascente PRGR (Piano Regionale di Gestione Rifiuti) ed orientare così le politiche in materia verso lo spegnimento progressivo dei 7 impianti esistenti in regione”. E conclude: “sulle attuali iniziative legali intraprese dalla Procura della Repubblica di Parma ci preme sottolineare che l’Amministrazione sta collaborando al fine di ottenere la massima chiarezza su eventuali fatti illeciti e che a tal fine abbiamo recentemente inoltrato una serie di relazioni prodotte da uffici competenti e consulenti e che includono anche analoghe segnalazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ed all’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato”.

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