Inceneritore, il Sovescio pianta due kiwi nella rotonda. I frutti? "A chi ha voluto l'opera"

Oggi pomeriggio i giovani che hanno occupato il 25 aprile l'ex scuola elementare di Marore lanciano un'iniziativa simbolica. "Ci è sembrato logico pensare che il presidente di Iren, della Provincia saranno ben felici di farsi una bella scorpacciata dei frutti cresciuti con l'aria pulita che l'inceneritore emette"

Kiwi davanti al cantiere dell'inceneritore. foto: Christian Donelli

L'inceneritore si accende e i giovani del collettivo Sovescio protestano piantando due kiwi nella rotonda adiacente al cantiere. I frutti? "Saranno offerti -dicono dal Sovescio- a chi ha imposto la costruzione di questa opera criminale e continua a sostenere che essa non pregiudicherà la salute e l'incolumità delle persone e del territorio". Un'azione simbolica per sottolìneare l'opposizione al termovalorizzatore. Dopo il presidio dall'alba di stamattina dell'Assemblea Permanente contro l'Inceneritore oggi pomeriggio altra iniziativa.

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"Il collettivo Sovescio informa -si legge in una nota- che questo pomeriggio alle 18:30, in risposta alle prove di combustione dell'inceneritore di Parma, verrà simbolicamente piantato nella rotonda adiacente al cantiere due piante di kiwi, i cui frutti saranno successivamente offerti a chi ha imposto la costruzione di questa opera criminale e continua a sostenere che essa non pregiudicherà la salute e l'incolumità delle persone e del territorio. Ci è sembrato logico perciò pensare che il presidente di Iren, della Provincia, e tutte le figure che hanno fortemente voluto - e lucrato - su questo impianto saranno ben felici di farsi una bella scorpacciata dei frutti cresciuti con l'aria pulita che l'inceneritore emette. Con questo gesto simbolico vogliamo denunciare l'atto criminale che l'apertura di questo ecomostro rappresenta nei confronti del nostro territorio e della popolazione che lo abita".



"Riteniamo inconcepibile e assurdo continuare a sostenere che bruciare i rifiuti sia l'unica soluzione per il loro smaltimento, quando è dimostrato ormai da decenni che il recupero della quasi totalità di essi è possibile tramite alternative ad impatto zero sull'ambiente. Ci sembra doveroso denunciare ed opporsi a chi specula e guadagna sulla salute delle persone e della nostra terra.

Cogliamo l'occasione inoltre per informare che l'attività dello Spazio Popolare Sovescio continua senza sosta, e ringraziare le centinaia di persone che in questi quattro giorni hanno popolato lo spazio e dato il loro appoggio al progetto di recupero dell'ex scuola di Marore. Invitiamo nuovamente le figure istituzionali che vogliano avere chiarimenti sugli obiettivi e sui progetti dello spazio a dare disponibilità per un incontro".

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