Consiglio Inceneritore, Legambiente: "Parlare di trasparenza e piano aria"

Legambiente si esprime in merito al dibattito in vista al Consiglio Comunale sull'inceneritore, chiedendo che si parli di trasparenza nelle rilevazioni, di teleriscaldamento e che si progetti un piano per l'aria

Presa di posizione di Legambiente Parma in merito al tema inceneritore in vista della discussione in sede di consiglio comunale. Tanti i punti su cui è necessario focalizzarsi secondo l'associazione ambientalista, che ribadisce il secco 'no' in merito alla realizzazione dell'impianto, definendolo sovradimensionato rispetto alle esigenze locali. Insensato però, a detta di Legambiente, proseguire con una discussione basata sull'analisi del passato, arrivando in ritardo rispetto alle tempistiche, considerato che la struttura è ormai pronta per entrare in funzione. Secondo Legambiente, nel tempo finora avuto dall'insediamento dell'Amministrazione Pizzarotti, non si sarebbero approntati sistemi alternativi che possano realmente sostituire il termovalorizzartore.

L'auspicio di Legambiente è che nel dibattito riguardo il termovalorizzatore si discuta su punti ritenuti imprescindibili, come l'individuazione di garanzie di trasparenza nei rilevamenti delle emissioni da parte di enti pubblici e Iren e sulle modalità di comunicazione dei dati alla cittadinanza. Tra gli altri punti, come sottolineato in un comunicato diffuso, quello di "dirimere in base a quali leggi è regolata la possibilità di bruciare i fanghi dei depuratori che, stando alle previsioni, costituiranno il 25% del “carburante” dell'impianto. Sarebbe utile sapere al proposito come vengono smaltiti attualmente i fanghi dei depuratori cittadini. E, se permesso dalle normative, perseguire strade diverse per smaltire i fanghi, rispetto all'invio al termovalorizzatore.

Fare chiarezza sul percorso dei rifiuti avviati a recupero. Il dato della raccolta differenziata diventerà presto ininfluente; il parametro di riferimento, per la Ue, è già quello dell'effettivo riciclaggio dei rifiuti (sappiamo che non tutto quanto è conferito alla raccolta differenziata viene recuperato, una parte – stimabile oggi nel 10% - viene avviata a smaltimento). Questa zona d'ombra va circoscritta il più possibile, divulgando con chiarezza tutti i percorsi dei materiali differenziati, sia per la frazione secca che per l'umido. Al proposito bisogna risolvere anche il problema del trattamento del rifiuto organico sul territorio provinciale, chiedendo a Iren il rispetto degli impegni". Necessario secondo Legambiente andare avanti nell'ottica di iniziative per ridurre i rifiuti, anche attraverso la ricerca di accordi con la grande distribuzione.

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"Considerato che la previsione di inquinamento aggiuntivo dell'inceneritore è in percentuale piccola sul totale per i macroinquinanti (mediamente 1% annuo, per il Pm10) mentre è più indefinita la previsione sui microinquinanti, e considerato che Iren versa ai Comuni di Parma, Torrile, Colorno e Sorbolo 1,5 milioni di euro annui come “compensazioni” per azioni di mitigazioni dell'inquinamento chiediamo se esiste un piano omogeneo per diminuire, nei vari territori, lo smog da altri fattori e, in ogni caso, come sono stati spesi e come saranno investiti tali fondi". Tra le questioni aperte che meriterebbero approfondimenti, secondo quanto sottolineato da Legambiente, quello di stabilire a che punto si trova il percorso relativo al teleriscaldamento e che diffusione potrebbe avere, per consentire lo spegnimento delle caldaie condominiali e un riequilibrio delle emissioni dell'inceneritore.

Legambiente inoltre chiede al Consiglio Comunale di pronunciarsi in favore di un piano dell'aria a livello provinciale diviso in zone intercomunali, nell'ottica di ridurre il livello di inquinamento. Occorre partire da un'analisi della situazione, già esistente sui macro-fattori, per renderla puntuale nella zonizzazione e poi permettere l'elaborazione di ipotesi e proposte per diminuire le emissioni di inquinanti". "Un “piano dell'aria” vasto - conclude Legambiente - sarebbe anche uno strumento molto utile alle tante Amministrazioni Comunali che hanno aderito al “patto dei sindaci” per l'ottimizzazione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, con risparmio e, appunto, minori emissioni di scarto".

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