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Ugozzolo, i No Termo occupano l'inceneritore e attaccano Pizzarotti

Circa un centinaio di manifestanti stanno occupando l'inceneritore di Ugozzolo: uno degli ingressi è completamente bloccato: i camion non passano e all'interno i No Termo hanno fatto scritte e posizionato alcuni striscioni: uno di questi nei pressi del camino del forno

?Circa un centinaio di manifestanti stanno occupando l'inceneritore di Ugozzolo: uno degli ingressi è completamente bloccato: i camion non passano e all'interno i No Termo hanno fatto scritte e posizionato alcuni striscioni: uno di questi nei pressi del camino del forno.  Sul posto sono arrivate diverse volanti di Polizia ma la situazione è per ora tranquilla. I no Termo che provengono da alcuni centri sociali dell'Emilia-Romagna e da Art Lab di Parma sono entrati all'interno dell'inceneritore e chiedono che venga spento e bloccato. All'interno son state fatte numerose scritte contro il termovalorizzatore e contro il sindaco Federico Pizzarotti. 

"È da un anno che stiamo attendendo che l'amministrazione 5 Stelle di questa città faccia qualcosa, così come promesso nel corso della campagna elettorale - ha spiegato Luigi Iasci, un portavoce dei gruppi -, ma adesso è giunto il momento di intervenire. Esiste una contrarietà forte a questo impianto che sorge nel territorio più inquinato d'Europa e a due passi dalla città quarta in classifica italiana per sforamenti ai limiti delle pm10".

"Il governo - sostengono i manifestanti - ha deciso la gestione integrale del sistema di inceneritori sul territorio, motivo per cui il programma del sindaco Federico Pizzarotti di 'affamare' l'inceneritore di Ugozzolo è inattuabile. E questo per una ragione molto semplice: perché i rifiuti arriveranno da fuori provincia e la gestione toccherà al presidente dell'Emilia-Romagna. Ricordiamo a tutti che lo stesso Pizzarotti e persino Grillo avevano annunciato di essere intenzionati a impedire con i loro stessi corpi l'ingresso ai camion, ma qui davanti ai cancelli non si sono mai visti". L'inceneritore era stato acceso a fine giugno per l'esercizio provvisorio, tra polemiche e azioni giudiziarie al Tar che si susseguono da oltre due anni. Per i manifestanti l'azione di oggi, destinata a interrompersi a breve, vuole essere la "dimostrazione che la battaglia per la chiusura non è perduta, anche se i comitati anti inceneritore di Parma hanno di fatto delegato la loro azione a una amministrazione che chiaramente non ha alcun interesse a portare a termine gli impegni elettorali".


 

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