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Il cantiere dell'inceneritore ad Ugozzolo

Il cantiere dell'inceneritore ad Ugozzolo

Inceneritore, petizione internazionale contro il forno di Ugozzolo

Attraverso il sito internet del network Gaia, Global Anti-Incenerator Alliance, in teoria ogni persona da qualsiasi parte del mondo può fare pressione sulle autorità competenti, inviando una lettera e un appello

Una petizione internazionale, attraverso il network Gaia, Global Anti-Incenerator Alliance, un gruppo di opposizione internazionale contro gli inceneritori, contro la costruzione dell'inceneritore a Parma, il località Ugozzolo. Grazie alla pagina presente sul sito internet dell'associazione quindi in teoria qualsiasi persona interessata all'argomento nel mondo può fare pressione per cercare di fermare, anche attraverso questa campagna, il termovalorizzatore nella nostra città. 

"Parma è conosciuta in tutto il mondo per il suo Parmigiano Reggiano -si legge nel testo introduttivo dell'appello- Prosciutto di Parma, vino e pasta, ma le autorità locali minacciano di costruire un inceneritore a pochi passi dal centro della città. Ciò non solo mette a repe"ntaglio il riciclaggio, il compostaggio e la salute dei cittadini, ma anche la credibilità e la sicurezza del settore alimentare di Parma, il pilastro principale dell'economia locale.

LA PETIZIONE ON LINE

Ecco l'inzio della lettera che si consiglia di inviare alle autorità competenti:

"Spettabile Amministratore,

Le scrivo come cittadino, molto preoccupato, per le gravi ripercussioni che avrà il progetto di costruzione, nel quartiere Spip di Parma, del forno inceneritore di Enia. Un impianto che graverà non solo sulla salute dei cittadini ma anche sulle produzioni di eccellenza nel campo alimentare che Parma vanta come punta di diamante della sua economia. L'inceneritore provocherà, inevitabilmente, un forte inquinamento dell'aria e porterà ad un netto peggioramento delle condizioni ambientali, già a rischio in Pianura Padana. Le emissioni dal camino, infatti,come per tutti gli impianti di incenerimento, saranno composte da: diossine, furani, nanopolveri, metalli pesanti ed altri 200 composti tossici.

Gli studi riguardo agli effetti sulla salute degli impianti di incenerimento sono numerosi, tanto che l’Ordine dei Medici Francesi alla fine del 2007 ha chiesto la moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori a causa degli inquinanti dispersi in atmosfera, lo stesso dicasi per la Federazione Regionale Emilia Romagna dei medici che a settembre 2007, con una lettera agli amministratori, ha chiesto di non concedere altri nullaosta alla costruzione di nuovi termovalorizzatori-inceneritori nella nostra regione. Anche organi ufficiali come Arpa Piemonte affermano con certezza che i residenti attorno a questi impianti hanno un rischio di contrarre gravi malattie decisamente incrementato".

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