Inceneritore, piano economico. Rossi: "Intervenga la Procura"

Polemiche dopo la pubblicazione del piano, mai smentito, che prevede costi alle stelle per le tariffe rifiuti, l'ex candidato alle Primarie: "Se qualcuno venisse indagato per Iren non sarebbe una novità"

Inceneritore. La pubblicazione del Piano Economico Finanziario continua a suscitare polemiche nel mondo politico. Simone Rossi di Imille, ex candidato alle Primarie del centrosinistra, auspica l'intervento della Procura di Parma per "fare chiarezza in modo definitivo e dare garanzie ai parmigiani che nessuno si è o intende impropriamente arricchirsi con delle super tariffe". 

"La verità alla fine è venuta a galla -esordisce Rossi- con buona pace di tecnici e dei politici chi per anni hanno fatto di tutto per tenerla nascosta o raccontarcene un’altra: la recente pubblicazione del Piano economico e finanziario dell’inceneritore di Parma ha rivelato numeri agghiaccianti e completamente fuori mercato. Le polemiche di questi giorni sono state tante e giustificate, anche relative all’immobilismo dell’amministrazione comunale che era in possesso di questo documento da più di un mese e non ha reso noto la redditività enorme dell’impianto per le casse di Iren… meno per i cittadini".

Non si capisce perché i parmigiani abbiano pagato negli ultimi anni e dovranno pagare, se mai disgraziatamente dovesse entrasse in funzione l’inceneritore, 169 euro/ton per lo smaltimento dei rifiuti quando a Brescia, per esempio, ne spendono 92 euro/ton. A riguardo sarebbe interessante conoscere l’opinione dell’ex ATO (ente regolatore e “di controllo” sui rifiuti composto da tutti i sindaci della provincia) su queste tariffe, ma guardacaso questo organismo tace.

"Credo che ormai l’unico soggetto che possa fare chiarezza in modo definitivo e dare garanzie ai parmigiani che nessuno si è o intende impropriamente arricchirsi con delle super tariffe sia la Procura della Repubblica. Sono convinto che l’intervento della magistratura sia nell’interesse e auspicabile anche per Iren perché l’Azienda possa riacquistare un minimo di credibilità agli occhi dei cittadini di Parma (e non solo). E se alla fine qualcuno dovessero essere arrestato o condannato poco male… per Iren non sarebbe una grossa novità".
 

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