Inquinamento, il Natale nero di Parma. E l'inceneritore non si fermerà

Mentre il sindaco Pizzarotti incontra il presidente di Iren Profumo per il progetto sulla raccolta differenziata ormai l'inceneritore non viene più messo in discussione. L'appello del Gcr: "Basta indugi. Non ci sono più scuse. Bisogna prendere decisioni eccezionali vista l'eccezionalità della situazione"

L'inquinamento è a livelli record a Parma: nel mese di dicembre la media dei microgrammi di Pm10 respirati dai parmigiani è spaventosa: 70  µg/m3 rispetto ai 50 consentiti dalle attuali normative. Di nuovo c'è l'inceneritore di Ugozzolo che è entrato in funzione, opera contestata dal sindaco Pizzarotti ma che, anche dopo l'elezione della giunta del Movimento 5 Stelle, è stata completata ed attivata da Iren. Nonostante le ultime proteste contro l'impianto, ricordiamo l'occupazione del 16 novembre, il termovalorizzatore continuerà a bruciare rifiuti. E mentre il sindaco Pizzarotti incontra il presidente di Iren Profumo per il progetto sulla raccolta differenziata ormai l'inceneritore non viene più messo in discussione. 

"Dal 28 novembre scorso -si legge in una nota del Gcr- l'aria di Parma è irrespirabilePer tutto il mese di dicembre le polveri sottili hanno superato i limiti di legge. Una media di 70 microgrammi per metro cubo di aria contro il massimo di 50 µg/m3 consentiti dalla normativa. La nube nera ci accompagna da 25 giorni, un evento mai accaduto prima in città. E' l'anno dell'inceneritore di Ugozzolo, che dal 28 agosto emette le sue polveri. L'impianto sta funzionando a mezzo servizio, ma il suo apporto all'inquinamento complessivo è già evidente. Basta indugi. Non ci sono più scuse. Bisogna prendere decisioni eccezionali vista l'eccezionalità della situazione.

Chiudere la città a livello delle tangenziali, ridurre la velocità massima in tangenziale e in città, ridurre la velocità anche in autostrada, introdurre le targhe alterne, spegnere i camini inutili come l'inceneritore di Ugozzolo, proporre bus a biglietto unico giornaliero con frequenze assidue dai parcheggi scambiatori. Sono decisioni che devono coinvolgere non solo Parma. Tutta la regione è sotto assedio dallo smog. Tutte le province sono da settimane nella morsa dell'inquinamento.

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I Pronto Soccorso registrano picchi di accessi, i medici di base hanno la fila di pazienti che lamentano problemi respiratori. La regione non può stare a guardare. Si prendano decisioni di bacino, si fermi il traffico regionale, si spengano tutti i camini inquinanti che ci stanno avvelenando, si dichiari lo stato di calamità ambientale e si richieda al governo un intervento a livello di bacino padano, prima che sia troppo tardi. Stiamo pagando un conto assurdo in termini di malattie e morti. L'Oms ha dichiarato le polveri sottili cancerogeni certi. Non possiamo più fingere di non conoscere quali conseguenze porti respirare questa melma. Il nero fumo dei nostri davanzali riporta lo stesso colore che potrebbero assumere i nostri polmoni. E' emergenza sanitaria oltre che ambientale. Che si intervenga oggi". 

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