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Inceneritore, il Gcr si dissocia dall'occupazione: "L'attacco a Folli è fuori luogo"

L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti difende l'assessore all'Ambiente, aderente all'associazione e poi entrato nella giunta Pizzarotti: "Questa non è disobbedienza civile, e purtroppo la sacrosanta ragione dei contenuti si trasforma in torto della forma"

Gestione corretta rifiuti critica il modo in cui si è svolta la protesta dell'Assemblea permanente contro gli inceneritori, che ieri ha occupato per alcune ore l'inceneritore di Parma. "Non possiamo approvare - spiega in una nota - azioni come quelle che hanno visto protagonisti alcuni militanti, che hanno imbrattato i muri del Paip. Questa non è disobbedienza civile, e purtroppo la sacrosanta ragione dei contenuti si trasforma in torto della forma. Un'intera e lunga battaglia non si può riassumere in qualche scritta, che certo non serve a fermare l'impianto, per non parlare del fatto che non sappiamo chi sarà a pagare le spese per ripulire". Secondo Gcr è "quanto meno irrazionale incolpare chi si è trovato a guidare il Comune a giochi fatti. La responsabilità di quanto accaduto non è forse di chi ha voluto l'impianto ed ha fatto di tutto per realizzarlo? L'attacco ripetuto all'attuale amministrazione, il cui assessore all'ambiente è stato per anni militante fra quelli che volevano fermarlo, è davvero fuori luogo". Il Comitato si dissocia inoltre "dalle minacce nei confronti del sindaco Federico Pizzarotti: la protesta non deve mai essere utilizzata per fini politici. Noi continuiamo a lottare ma con l'unica bandiera che ci sentiamo di innalzare, quella dei no ince, che condividiamo con tanti gruppi in lotta contro gli stessi mostri, a Torino come a Napoli".

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