Inceneritore, Nicola Dall'Olio: "Una giunta comunale non è un comitato"

Il giorno dopo il Consiglio comunale sull'inceneritore tornano le polemiche. "Una cosa che Pizzarotti non ha ancora capito é che una volta al governo della cittá non basta lamentarsi delle cose che non vanno"

Il giorno dopo il Consiglio comunale sull'inceneritore tornano le polemiche, in realtà mai interrotte. "Una cosa che il sindaco Pizzarotti non ha ancora capito - sottolinea il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Nicola Dall'Olio- é che una volta al governo della cittá non basta lamentarsi delle cose che non vanno, lanciare invettive contro l`opposizione che, a suo dire, non collabora, o ripetere proclami e propositi da campagna elettorale. Una giunta comunale non è un comitato. E` lí, eletta dai cittadini, per trovare e mettere in campo soluzioni praticabili ai problemi e alle sfide che sempre deve affrontare una cittá e che spesso sono un`ereditá del passato.

Sul tema dei rifiuti, su cui il M5S ha imperniato la propria campagna elettorale, erano state fatte promesse mirabolanti. Chiudere l`inceneritore pareva solo una questione di volontá politica: le alternative all`impianto di Ugozzolo erano lí, immediate, a portata di mano. Purtroppo, in quasi 8 mesi di amministrazione, piú che sollevare questioni procedurali e legali altro non si è fatto.

Anche nel Consiglio di ieri il Sindaco ha ripetuto quello che si potrebbe fare, elencato esempi virtuosi di altre cittá e territori, richiamato gli obiettivi europei di recupero e riciclo senza peró presentare un piano, un progetto, non dico tecnico, ma almeno amministrativo, che stabilisca le soluzioni impiantistiche alternative da realizzare, le risorse necessarie, i tempi, i passaggi istituzionali e, non ultimo, le modalitá di ristoro di IREN per l`eventuale fermo dell`inceneritore.

Di questo non c`è traccia. Ci si ostina a fare barricate ideologiche, a trattare IREN come se fosse il nemico contro cui combattere e non una societá a maggioranza pubblica partecipata dallo stesso Comune che ha quindi voce in capitolo nei programmi e nei piani industriali dell`azienda. Questo atteggiamento costringe l`amministrazione in un angolo, impedisce ogni trattativa, preclude ogni spazio negoziale. Mentre invece è proprio di questo che ci sarebbe bisogno. Perché quel che emerge dai dati e anche dagli stessi interventi di ieri in Consiglio è che l`inceneritore è sovradimensionato rispetto al fabbisogno provinciale e che le tariffe del piano industriale di IREN per lo smaltimento dei rifiuti urbani sono troppo elevate.

Quelli sono gli ambiti in cui puó e deve agire l`amministrazione, una volta acquisite tutte le garanzie sul controllo delle emissioni e la minimizzazione dei rischi per la salute. Vogliamo che l`inceneritore riduca nel tempo il quantitativo dei rifiuti bruciati, oppure vogliamo che vengano ridotte significativamente le tariffe di smaltimento? Se privilegiamo il fattore ambientale e scegliamo la prima strada, che lo stesso Viero ha evocato come possibile scelta delle istituzioni, è evidente che non si potranno ridurre di molto le tariffe.

Se invece diamo maggiore importanza alle questioni economiche e puntiamo a ridurre le tariffe è altrettanto evidente che l`impianto dovrá funzionare a pieno regime e che l`auspicata e conseguibile riduzione dei rifiuti urbani prodotti sul territorio provinciale andrá compensata da rifiuti provenienti da territori limitrofi, come il CDR (Combustibile Derivato da Rifiuto) che uscirá dall'impianto TMB di Reggio Emilia, tanto conclamato dallo stesso M5S.

Non ci troverei niente di scandaloso dopo piú di un decennio di esportazione dei nostri rifiuti. E` questione di scelta politica. Ed è proprio questo che ci si aspetta da un`amministrazione che non si accontenta di fare proclami e approvare mozioni di principio sistematicamente disattese: scelte politiche praticabili e piani operativi per attuarli".

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