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Inceneritore, da domani in funzione: i cittadini in presidio all'alba

I cittadini che si oppongono all'apertura dell''impianto saranno in presidio davanti ai cancelli dalle prime ore dell'alb: l'Assemblea Permanente contro l'Inceneritore infatti ha convocato l'appuntamento per un monitoraggio fotografico

Domani, lunedì 29 aprile 2013, l'inceneritore inizierà a bruciare i primi rifiuti per le prove di combustione. L'apertura ufficiale è prevista per il 18 maggio. I cittadini che si oppongono all'apertura dell''impianto saranno in presidio davanti ai cancelli dalle prime ore dell'alba. L'Assemblea Permanente contro l'Inceneritore infatti ha convocato l'appuntamento per un monitoraggio fotografico.

"L'emergenza rifiuti -si legge in una nota dell'Assemblea Permanente- e la proliferazione di impianti mortiferi come inceneritori, gassificatori e discariche su tutto il territorio attestano l'insostenibilità di un modello di sviluppo che fa del saccheggio di diritti e risorse il suo paradigma costituente. Impianti che celano un vero e proprio attentato alla democrazia, escludendo di fatto le comunità locali dai processi decisionali che interessano i propri territori, e creando quelle lacerazioni nel tessuto socio-economico, sede di incubazione per speculazioni ambientali ed ecomafie.

In una regione come l'Emilia Romagna, che ad oggi risulta tra i territori più inquinati d'Europa, e in una città come Parma, la food valley “maglia nera” per inquinamento atmosferico, l'accensione dell'inceneritore è un fatto inaccettabile. Questo impianto, pianificato e fortemente voluto dagli ambienti politici e finanziari bipartisan (PD e PDL in primis), uniti in un connubio di interessi e poteri, è figlio di una partitocrazia malata e di un settore economico deviato, fatti di speculazioni a danno dei cittadini che ripagheranno il debito attraverso le tariffe dei servizi pubblici, mentre a pieni polmoni inaleranno la miscela di diossine, polveri sottili e metalli pesanti".

Un pungolo per la novella amministrazione a cinque stelle, che della promessa di chiusura dell'impianto ha fatto il grimaldello della sua campagna elettorale, salvo poi rimanere intrappolata nella selva di vincoli burocratico-ragionieristici e del pagamento di penali. Un'aberrazione ambientale, che fornisce linfa vitale agli interessi economici della multiutility Iren, sotto i riflettori anche per l'eventualità della cessione del servizio idrico dal Comune alla Società Mediterranea Acque (di fatto una privatizzazione, in completa controtendenza con l'esito del referendum 2011), e delle lobby politico-economiche collegate.L'accensione dell'inceneritore di Ugozzolo, oltre che un oltraggio al buonsenso, costituisce un'ingiustizia anacronistica persino rispetto alle direttive europee (Strategia Europa 2020), dirette ad intensificare le pratiche della raccolta differenziata e del riciclaggio e la chiusura di inceneritori e discariche in Europa entro il 2020".

 

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