Inceneritore, protesta dei sindacati: "Eccellenza ambientale? No, cattedrale nel deserto"

Inceneritore e Polo Ambientale Integrato di Ugozzolo. Stamattina dalle ore 11 i sindacati Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno promosso, di fronte all'inceneritore di Parma, una conferenza stampa per "protestare contro le politiche di Iren nel settore igiene ambientale"

Il presidio di stamattina davanti all'inceneritore

Inceneritore e Polo Ambientale Integrato di Ugozzolo. Stamattina a partire dalle ore 11 i sindacati Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno promosso, di fronte all'inceneritore di Parma, una conferenza stampa per "protestare contro le politiche di Iren nel settore igiene ambientale". "Questo Polo dovrebbe essere un modello di igiene ambientale, invece è una cattedrale nel deserto" esordisce il segretario della Funzione Pubblica della Cgil di Parma Sauro Salati. "Manca un progetto per il riuso dei materiali, attualmente vetro e plastica vengono riutilizzati solo in minima parte. Vorremmo vedere una grande azienda come Iren dotarsi di una carta dei servizi su questi temi".

I sindacati criticano anche la gestione del lavoro e la frammentazione del servizio: "Le gare d'appalto vengono utilizzate per abbassare il costo del lavoro, nel frattempo il ritmo di lavoro aumenta. In alcuni casi i lavoratori hanno avuto difficoltà a vedersi pagati gli stipendi: si è dovuti ricorrere anche a dei pignoramenti per aziende che si occupavano della raccolta e poi sono fallite". "Finito il presidio contatteremo Folli: pensiamo che ci sia un grande problema di appalti, perchè rischiamo di trovarci anche aziende che sono infiltrate dalla mafia: ci vuole grande attenzione e grande trasparenza. Il settore dell'ambiente dovrebbe essere un settore di sviluppo per il territorio". 

"Pensiamo che questo sia un settore che va sviluppato" ha dichiarato Giuliano Gobbi, responsabile regionale della Fp Cgil per l'igiene ambientale- al contrario di quello che sta succedendo. Non c'è solo il rifiuto solido urbano e la differenziata, che dovrebbe essere tarata in modo che quella parte vada al riuso e al riciclo. Si parla di grandi numeri di differenziata ma di bassi numeri per il riuso. Questa è una Regione che va bonificata dall'amianto e pensiamo che la bonifica del territorio sia un punto di eccellenza delle politiche dei rifiuti. Le due grandi aziende dell'Emilia-Romagna non hanno attenzione su questi elementi"

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