Stop all'inceneritore. Il commento dell'assessore Folli

Auspichiamo dunque che anche all’interno di Iren vengano individuate le responsabilità di chi ha fortemente voluto questo avvio anticipato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

La Provincia ci dà ragione: sin da subito abbiamo sostenuto che l’Inceneritore non fosse pronto a partire, proprio perché la sua costruzione non soddisfaceva molti dei requisiti minimi. Lo stop all’impianto non è ostruzionismo: come sempre sostenuto dal Comune, rafforzare l’attività di controllo va in direzione del rispetto delle norme di legge. Auspichiamo dunque che anche all’interno di Iren vengano individuate le responsabilità di chi ha fortemente voluto questo avvio anticipato 

“I recenti avvenimenti che hanno portato al diniego all’avvio in esercizio dell’inceneritore da parte della Provincia non possono che confermare la bontà della linea adottata dalla Giunta Pizzarotti  nel chiedere il massimo rispetto delle prescrizioni e delle norme - ha affermato l’Assessore All’Ambiente Gabriele Folli -, oltreché la serie di pareri negativi espressi in sede di Conferenza dei Servizi e in Commissione Tecnico Amministrativa da parte del Comune di Parma”.

“Le prove di combustione con rifiuti chieste ed ottenute da parte del gestore alla Provincia per poter accendere l’impianto prima del 30 aprile ed acquisire così una consistente fetta di incentivi legati ai Certificati Verdi (nonostante a quella data l’impianto fosse evidentemente non ultimato), sono la riprova che la questione sia stata trattata con poca competenza se non con leggerezza. Le conseguenze si sono palesate con gravi malfunzionamenti emersi durante la breve durata di queste prove, con la temperatura scesa al di sotto della soglia di sicurezza (850°) e i dispositivi automatici di blocco alimentazione rifiuti che non sono entrati in funzione.

In città c’è chi non più tardi di un mese fa invocava una linea più morbida da parte dell’Amministrazione comunale invitando a scendere a patti con il gestore per non perdere questi incentivi statali a danno della comunità, ignorando forse che queste somme (si parla di milioni di Euro) sono prelevate dalle bollette dei cittadini per finanziare l’utilizzo di energie rinnovabili. Questi soldi, se l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ne confermerà l’erogazione, verranno quindi sottratti ad altre fonti veramente rinnovabili a favore di un inceneritore rifiuti in modo assolutamente improprio, a nostro modo di vedere. 

Oggi dopo le diffide di ARPA e Provincia ed i pareri negativi forniti dal Comune in seguito al sopralluogo fatto dalla Polizia Municipale la mattina del 23 maggio, arriva il provvedimento di diniego all’esercizio della Provincia che, per voce dell’Ing. Alifraco, responsabile del procedimento, evidenzia addirittura un’affermazione di Iren Ambiente del 20 maggio “non veritiera” relativamente alle richieste dichiarazioni di ultimazione lavori.

Non veritiero” in italiano corrente può essere tranquillamente tradotto come “falso”.

Ci chiediamo se i dirigenti che hanno avallato queste dichiarazioni siano consapevoli del grave danno che potrebbero arrecare all’immagine e alla credibilità dell’azienda qualora le affermazioni della Provincia si dimostrassero corrette. Grave danno che si tradurrebbe in termini di perdita di credibilità verso il territorio in cui opera ma anche verso gli azionisti che potrebbero subire contraccolpi legati al valore del titolo Iren”

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