Inceneritore, scontro Iren-Comune. Chiesti 28 milioni: "Ci tuteleremo"

Polemiche sul cantiere di Ugozzolo tra la multiutility che, tra debiti e penali, punta tutto sull'impianto e chiede i danni per lo stop dell'anno scorso. L'assessore all'Ambiente, che vorrebbe smantellarlo: "Attivati i nostri legali"

Iren punta tutto sull'inceneritore di Parma. Per la multiutility ultimare in breve tempo il cantiere di Ugozzolo, ormai in avanzato stato di realizzazione, è essenziale. Soprattutto dopo l'elezione di Federico Pizzarotti a sindaco i vertici dell'azienda hanno deciso di investire tempo e strategia sul termovalorizzatore. Con i debiti che si fanno minacciosi, le voci di avvicendamento nelle stanze alte e le penali delle aziende appaltatrici dei lavori la prima soluzione è quella dell'inceneritore. In più vanno sommati i rischi della concorrenza nel settore della distribuzione del gas.

Il primo passo è la richiesta di 28 milioni di euro avanzata da Iren attraverso un ricorso al Tar per i danni causati dallo stop del cantiere l'anno scorso, nel luglio del 2011, in seguito alla decisione del Comune di Parma, allora guidato da Pietro Vignali. Il cantiere venne riaperto dopo pochi mesi. Questi soldi non vanno contati nell'eventuale richiesta danni di Iren al Comune di Parma nel caso in cui il cantiere non verrà terminato e l'inceneritore non si farà

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE FOLLI

"Apprendiamo stamattina dalla stampa l’iniziativa legale condotta dalla multiutility Iren ai danni del Comune di Parma, a cui è seguita la notifica ufficiale del ricorso al Tar. La richiesta di risarcimento di 28 milioni di euro fa riferimento allo stop dei lavori del cantiere predisposto dalla precedente Giunta. Tale azione, ci preme ricordare, non farebbe che aumentare il danno economico per i cittadini di Parma. Per questo motivo, e nell’immediato, abbiamo attivato i nostri legali, al fine di tutelare la città.

Il Comune si costituirà così come si costituirà anche in proprio la dirigente del servizio al quale il ricorso è stato notificato adducendo che avrebbe agito con colpa grave. Ci preme comunque evidenziare l’atteggiamento ostile della società Iren nei confronti di Parma e del suo territorio, sostanzialmente differente rispetto ad altre realtà: il Comune di Torino, ad esempio, vanta verso Iren un debito di ben 260 milioni di euro, eppure è con Parma, così sembra, che si utilizza la politica del due pesi e due misure. Va altresì ribadita la stranezza che i danni ora richiesti, quantificabili immediatamente, vengano richiesti a distanza di circa 10 mesi dalla pubblicazione della sentenza del TAR di Parma che aveva risolto la questione ora riproposta a livello semplicemente pecuniario”.

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Intanto la polemica politica sull'inceneritore non si placa: il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Nicola Dall'Olio ha parlato di presa in giro dei cittadini per quanto riguarda il cantiere di Ugozzolo. Secca la risposta del Movimento 5 Stelle, affidata ad un comunicato stampa. "La nomina di Paolo Rabitti come consulente del comune di Parma sulla vicenda dell'inceneritore deve avere scombussolato non poco tali consiglieri. Stiano sereni, non vogliamo che far emergere la verità su una storia dai troppi lati oscuri. I consiglieri di minoranza potrebbero dare il loro contributo, ma preferiscono sparare a casaccio e nel mucchio, senza peraltro aver nulla di concreto da colpire".

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