Inceneritore, rifiuti radioattivi, Savani: "Forse Iren e Provincia dovrebbero fare rete con il Comune"

Fabrizio Savani commenta la notizia dei due carichi di rifiuti non accettati all'ingresso dell'inceneritore di Parma per l'alto valore di radioattività: "I cittadini hanno un debole per chi dice la verità e la verità è che la situazione ambientale a Parma è tragica

Fabrizio Savani commenta la notizia dei due carichi di rifiuti non accettati all'ingresso dell'inceneritore di Parma per l'alto valore di radioattività. "Questo 2013 -scrive il consigliere del Movimento 5 Stelle- ha visto i botti di San Silvestro anticipati da una notizia bomba che sembra esplosa nel classico bicchier d’acqua. La vicenda risale al 16 e al 17 dicembre 2013. Due automezzi carichi di rifiuti non avrebbero superato il controllo dei valori di radioattività in quanto superiori al limite consentito. Il portale di verifica della radioattività all’accesso dell’area dell’inceneritore (PAIP) ha rilevato un risultato positivo al controllo radiometrico dei rifiuti in ingresso. Si tratta poca roba (pare un fazzoletto di carta) con bassissimi valori di radioattività.  L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) ha diramato un comunicato stampa in data 30 dicembre 2013 (oltre 20 giorni dopo) dove evidenzia che la corretta procedura prevede il fermo del carico che superi una data soglia di radioattività come previsto dalla norma di riferimento. Arpa ha effettuato un’ispezione il  28 dicembre 2013 controllando che Iren avesse correttamente applicato la procedura di controllo prevista. La  procedura è in pratica risultata corretta.

Poi rileggo il tutto e penso. Mi sembra strano che si parli di materiali radioattivi, ripeto radioattivi, di siti per la decontaminazione, di portali per la radioattività, di decadimento rapido. Tutti termini che generano disagio e prefigurano scenari spettrali nella mente dei cittadini.  Forse Iren e la Provincia pensano che la gente voglia essere tranquillizzata affermando che l’inceneritore sia “buono” e che non crei problemi particolari. Forse  Iren e la Provincia non vogliono che i cittadini pensino alla diossina dopo aver buttato un imballo in PVC o non vogliono che i cittadini pensino a un isotopo radioattivo dopo aver buttato un qualunque fazzoletto di carta. Forse Provincia e Iren dovrebbero fare rete col Comune informandolo da subito su ogni tipo di anomalia. Altrimenti è evidente che manchi la fiducia verso la pubblica amministrazione cittadina e quindi verso la città medesima. Il presidente di Iren è venuto a Parma e ci ha spiegato che vuole raggiungere l’80 % di raccolta differenziata insieme al Comune. Il Comitato Gestione Corretta Rifiuti porta avanti col Comune e con Iren il progetto Rifiuti Risorse all’interno delle scuole.

Poi ecco che arriva una svista come quella di un fazzoletto forse radioattivo e che ricorda le gesta di un eroe da manga giapponese piuttosto che un “termo convertitore di energia” di ubaldiana definizione.  Ma perché allora Iren e Provincia hanno tolto la fiducia al Comune non comunicando tempestivamente nulla se è vero che anche l’assessore Folli si è detto all’oscuro della faccenda? Quando manca il dialogo, quando il Comune, la casa dei cittadini, non è considerato un Ente importante di riferimento sia per la Provincia sia per Iren, allora non c’è progetto che tenga e ancora una volta la vecchia e decrepita politica, “assassina” dell’ambiente e mai morta, risorge dalla sue ceneri combuste.

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Penso che l’inceneritore sia l’impianto più “significativo” di Parma per quanto riguarda le emissioni nocive, frutto di una concezione radicalmente sbagliata della gestione dei rifiuti. Se le informazioni sulla potenziale pericolosità di un impianto fra i più nocivi a Parma non sono immesse in rete immediatamente e se non vengono comunicate tempestivamente alla popolazione, allora c’è qualcosa che non funziona in questo sistema alieno al territorio nostrano. I cittadini hanno un debole per chi dice la verità e la verità è che la situazione ambientale a Parma è tragica. Siamo praticamente all’ultimo posto per la qualità dell’aria per i valori delle polveri sottili (PM 10). Dovevamo essere inflessibili nei controlli. Beh allora facciamolo. Mi appello quindi alla Provincia affinché si responsabilizzi non solo a parole e informi tutti gli Enti coinvolti a cominciare dal Comune e senza nascondersi dietro a frasi di circostanza. Occorrono controlli rigorosi e immediati e comunicati stampa semplici e chiari.  E’ infatti inaccettabile che si debbano sapere notizie così importanti sulla salute pubblica venti giorni dopo un evento così significativo. E meno male che ci ha pensato Arpa. Io ancora non riesco a capacitarmi dell’aumento del rischio per la salute dei cittadini di Parma a fronte di ulteriori dosi di inquinanti immessi a norma di legge, che si tratti di materiale radioattivo, di polveri sottili o di diossina, in una delle città fra le più inquinate d’Europa e sicuramente la più inquinata della Regione. Buon Anno, spero con meno inquinamento inutile a Parma!" 

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