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L'inceneritore? "Non alimentato da fonti rinnovabili". Iren ricorre al Tar

Gse spa avrebbe espresso parere negativo alla qualifica per l'impianto di Ugozzolo. La multiutility, che rischia di perdere i 4.5 milioni di euro di incentivi, ha fatto ricorso al Tar del Lazio

Aveva affrettato la partenza dell'inceneritore di Parma entro fine aprile per non perdere gli incentivi statali, oltre 4,5 milioni di euro, per la promozione di energia termica da fonti rinnovabili (l'impianto di Ugozzolo rifornirà la rete di teleriscaldamento di Parma); oggi quei contributi Iren rischia di perderli. E per questo la stessa Iren ha presentato un ricorso al Tar del Lazio. Gestore dei Servizi Energetici (Gse spa), società con socio unico il Ministero dell'Economia e delle Finanze che valuta e certifica proprio la possibilità o meno di rilasciare questo tipo di incentivi, infatti avrebbe espresso parere negativo alla qualifica del termovalorizzatore di Parma come "impianto alimentato da fonti rinnovabili (Iafr)" ai sensi del decreto del ministero dello Sviluppo economico del 18 dicembre 2008 che disciplina la materia dei certificati ambientali.


La notizia è stata resa nota oggi dal Comitato Gestione Corretta Rifiuti di Parma a fronte della presentazione da parte della stessa Iren del ricorso proprio contro il Gestore dei Servizi Energetici. La multiutility dell'energia, da quanto emerge dal ricorso, avrebbe chiesto di qualificare l'impianto di Ugozzolo come "impianto ibrido termoelettrico con una potenza nominale media annua pari a 17,32 Megawatt". Per il momento i giudici del Tar del Lazio non hanno fissato alcuna udienza.

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