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Rifiuti, il Wwf bacchetta Provincia e Comune: "Rivedete la vostra scelta"

L'associazione auspica un sistema di raccolta porta a porta e l'applicazione della tariffa puntuale. Sull'inceneritore chiede di valutare i costi - soprattutto a livello sanitario - che ricadranno sui cittadini

Oltre 20 anni fa il Wwf Italia ha indicato nelle 4R, Riduzione, Recupero, Riuso, Riciclo, le linee guida per una corretta gestione dei rifiuti ispirandole al concetto del “ciclo di vita”. La parola rifiuto, ovvero disconoscimento, diniego, conduce ad uno spreco di risorse inconciliabile con la vita sul Pianeta. Già nel nel 1997 il Decreto Ronchi identificava nella regola delle 4R le quattro cose più importanti che ognuno di noi può fare per contribuire a risolvere il problema dei rifiuti. La Direttiva Europea del 2008 in tema di rifiuti di nuovo pone l’obiettivo primario della riduzione dei rifiuti e della diminuzione della loro pericolosità. La stessa direttiva ipotizza una “società del riciclaggio”, in cui non solo si eviti di produrre rifiuti ma li si utilizzi anche come vera e propria risorsa.

Entrando maggiormente nel dettaglio il Wwf Parma richiama gli amministratori locali di Provincia e comuni a promuovere sistemi di raccolta dei rifiuti del tipo porta a porta, senza cassonetti stradali e con applicazione di tariffa puntuale. E’ sperimentato ormai come questo risulti essere sistema funzionale al raggiungimento di elevate percentuali di materiali differenziati idonei al riciclo nonché alla prevenzione del rifiuto stesso. L’applicazione di una tariffa puntuale è l’unica modalità in grado di dare attuazione al principio richiesto dalla Comunità Europea che “chi inquina paga”. D’altra parte acqua, gas ed energia non vengono già pagate in base a personale consumo, unica modalità in grado di regolarne lo spreco?

Il dato di raccolta differenziata sul territorio provinciale passato dal 17% del 2001 (ultimi in regione) all’attuale 54% (primi in regione) avvalora la tesi che porta a dire come impianti di incenerimento e raccolta differenziata rappresentino sistemi antitetici anziché integrati. Infatti finché è rimasto in funzione il vecchio inceneritore fino al 2001, la raccolta differenziata non ha avuto impulso, mentre al contrario, l’assenza di inceneritore (unici in regione) ha consentito alla nostra provincia di raggiungere l’obiettivo migliore.

In termini di tempistiche il Wwf ritiene di non riconoscere alla realizzazione di un impianto di incenerimento una scelta politica di breve-medio periodo in quanto trattasi di sistema con una vita lunga almeno 20-25 anni. In termini di costi richiama a prendere in considerazione anche quelli legati allo smantellamento di un simile grande impianto oltre che alla bonifica delle aree di incidenza. Costi che, nella fase successiva al funzionamento, ricadono, in modalità silente, sulla collettività cui non era stata concessa valutazione preventiva. Altri costi non annoverati potrebbero risultare quelli sanitari. Ai cittadini di Parma e provincia non è dato farne previsione, anche in corrispondenza del fatto che il PPGR non ha richiesto una VIS preventiva, Valutazione di Impatto Sanitario, non resa obbligatoria per Legge, ma tuttavia auspicabile. Nulla vieta che gli Enti preposti possano richiederla ora.

L'associazione invita, infine, le amministrazioni destinatarie degli oneri di compensazione, peraltro già erogati dal gestore nella misura di due annualità, a non lasciarsi condizionare in scelte tanto determinanti dagli importi decisamente consistenti, oltre 2 milioni di euro/anno per il comune ospitante, Parma, e centinaia di migliaia di euro per i comuni nelle aree di incidenza, Colorno, Torrile, Sorbolo e Mezzani. Diminuire i rifiuti, deve rimanere l'obiettivo primario di ogni utile iniziativa sul ciclo dei rifiuti che va chiuso definitivamente con il riciclo totale di tutte le componenti e la trasformazione di ciò che resta in inerti.

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