Inceneritori, A2A risponde a Zanoni: "Quello di Brescia è a impatto zero"

La multiutility lombarda, nata dalla fusione delle municipalizzate di Milano e Brescia, risponde all'eurodeputato dell'Idv che aveva chiesto uno studio all'Efsa sugli effetti negativi degli inceneritori

L'inceneritore di Brescia

La settimana scorsa Andrea Zanoni, Effetti dell'inceneritore sulle colture: Zanoni (Idv) chiede uno studio all'Efsa - ParmaToday
eurodeputato dell'Italia dei Valori, ha chiesto alla direttrice dell'Efsa, Catherine Geslain-Laneelle, uno studio sugli effetti degli inceneritori su colture e allevamenti limitrofi esprimendo preoccupazione per l'impatto dell'impianto di Brescia e per la costruzione del forno di Ugozzolo accanto alla Barilla.

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In merito a tali dichiarazioni, abbiamo ricevuto una nota da parte dell'azienda A2A (multiutility lombarda nata dalla fusione delle municipalizzate di Milano e Brescia) in cui si precisa che "la correlazione tra le diossine-pcb nei suoli, le 18 stalle menzionate e il termovalorizzatore di Brescia è senza alcun fondamento. Come già dimostrato, fin dal 1998 il contributo all’inquinamento, da parte dell’impianto, è di fatto zero e, a differenza di altre fonti, le sua emissioni sono costantemente e accuratamente misurate e sono molto inferiori alle disposizioni delle legge italiana e delle direttive comunitaria. Prima dell'accensione dell'impianto, nel 1997-98, su raccomandazione della Commissione tecnico-scientifica istituita dal Comune di Brescia, l'Asl eseguì tre campagne  di rilevamento della qualità dei suoli nei riguardi dell'inquinamento, trovando in quantità diossine, pcb, metalli pesanti (in pratica la "storia industriale" di Brescia, non dissimile peraltro da quella delle altre aree industriali della nostra Regione). Le emissioni da altri impianti industriali sono continuate anche dopo tali campagne, come evidenziato dagli studi regionali".

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"Il termovalorizzatore di Brescia - si legge ancora - è gestito nel pieno e rigoroso rispetto delle norme di legge e delle autorizzazioni rilasciate. Sin dall’inizio del suo funzionamento, e ben prima che la legge lo richiedesse, il termovalorizzatore è stato dotato di rilevazione in continuo delle emissioni, nonché, da oltre due anni, di sistema di campionamento in continuo dei microinquinanti.Tutti i dati delle emissioni vengono registrati e archiviati e sono costantemente a disposizione dell’Autorità di controllo, che effettua verifiche periodiche. Aprica SpA, società del Gruppo A2A, fornisce all’Osservatorio sul termovalorizzatore, istituito dal Comune di Brescia, tutti i dati aggiornati relativi alle emissioni e al funzionamento dell’impianto. Tali dati sono pubblicati con cadenza settimanale sui siti internet di A2A (www.a2a.eu) e di Aprica (www.apricaspa.it).

"Inoltre - conclude la nota - Il termovalorizzatore di Brescia e' entrato in esercizio nel 1998 ed è stato continuamente aggiornato nelle tecnologie, rimanendo all’avanguardia per quanto riguarda il rilevamento e la cattura delle emissioni. Non va dimenticato che nell’ottobre 2006 gli è stato attribuito un prestigioso riconoscimento per i risultati conseguiti dal Wtert della Columbia University di New York che lo ha classificato al 1° posto nel mondo, in particolare per i risultati ambientali e di recupero energetico".

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