"Addio Angela, una vita per il prossimo: non abbiamo più parole nè lacrime"

Il ricordo della volontaria della Pubblica Assistenza Angela Bozzia, morta nell'incidente di martedì mattina all'alba a Fraore: "Trent'anni da volontaria, onore

Angela Bozzia, 54 anni, volontaria della Pubblica Assistenza di Borgotaro e Albareto da trent'anni è morta la mattina del 30 ottobre nel tragico incidente stradale che ha coinvolto un'ambulanza e un'automedica di Borgotaro e un autocarro. La donna, che si trovava sul posto per soccorrere una bambina di 1 anno che aveva avuto le convulsioni durante la notte, è morta mentre prestava servizio. L'impatto è stato molto violento: i colleghi hanno fatto di tutto per rianimarla ma la donna è morta poco dopo l'arrivo nel reparto di Rianimazione del Maggiore.

Sulla pagina Facebook della Pubblica Assistenza il presidente ha scritto un messaggio per Angela Bozzia: "Non avrei mai voluto scrivere una cosa di questo tipo. Ma purtroppo questa mattina alle 5.20 la nostra ambulanza e l'automedica sono state coinvolte in un grave incidente a pontetaro... nello schianto ha perso la vita la nostra volontaria Angela Bozzia, 30 anni da volontaria.. una vita per il prossimo...Non abbiamo più parole ne lacrime...in questo momento siamo vicine alla famiglia e agli altri volontari coinvolti.. sperando per loro si risolva al meglio". I commenti di volontari ed amici sono più di 1.500: tra le condoglianze alla famiglia e i ricordi di Angela sono tantissime le persone che si stanno raccogliendo, in queste ore, attorno ai volontari della Pubblica Assistenza di Borgotaro e alla famiglia di Angela Bozzia. 

"Sono vicina alla famiglia ed alla vostra associazione per questa terribile vicenda che ha coinvolto i vostri volontari, e nella quale ha perso la vita "uno di noi" mentre era al servizio della collettività. Un abbraccio fraterno a voi tutti e tanta forza per andare avanti sempre con coraggio". E ancora: "Servire il prossimo con tutti o il rischio che comporta ogni situazione, onore a te e condoglianze alla famiglia". I messaggi di solidarietà si susseguono: "Non ci sono parole...persone che hanno scelto di vivere “in mezzo” alla strada pronti a scappare quando il prossimo soffre e ha bisogno di cure non importa se giorno o notte ma lo si fa perché è il tuo stile di vita, la tua scelta di missione e infine il tuo lavoro". 

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