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Incidenti stradali Cortile San Martino / A1 - Autostrada del Sole

Autostrada del Sole? No, Autostrada dell'incubo: 4 ore e 13 chilometri di coda per fare il tratto Fidenza-Parma

Ieri lo scontro tra un'auto e un tir, stamattina un camion si ribalta e il tratto viene chiuso tra Fidenza e il bivio per l'A15. Code chilometriche. Viaggio in un tratto d'asfalto dove gli incidenti sono ormai diventati all'ordine del giorno

La chiamano Autostrada del Sole. Per molti è ormai diventata l’Autostrada dell’incubo. Un teatrino dell’assurdo in cui nemmeno il più paziente degli automobilisti avrebbe potuto immaginare a quale destino sarebbe andato incontro, negli anni, quel tracciato che a partire dal 1959 avrebbe cucito l’Italia da Nord a Sud. Un inferno tra incidenti, code chilometriche, ore passate fermi sull’asfalto imprecando a motore spento a causa di tamponamenti o scontri ormai diventati all’ordine del giorno. L’ultimo, in ordine di tempo, stamattina, quando, poco prima delle 8, un tir si ribalta aprendo la strada a un incubo: per fare qualche decina di chilometri ci sono volute 4 ore di tempo, lungo quel beffardo tratto dell’A1 tra Fidenza e il casello di Parma.

Un camion ribaltatosi in A1, dicevamo, al chilometro 102 di un pezzo di asfalto ormai diventato sinonimo di caos, code infinite e autoscontri un giorno sì e l’altro pure. Incidenti, feriti, camion che perdono il carico, che si sbilanciano di fianco o finiscono fuori strada, e dove in pratica mettersi in viaggio è ormai diventato un terno al lotto, un tracciato in cui spesso l’unica cosa che resta da fare è mettersi a pregare sperando di essere fortunati ad arrivare a destinazione senza ritardi di ore, perché in quel pezzo d’asfalto tra Fidenza e Parma (o viceversa) è ormai ufficialmente chiaro che non sai mai cosa possa succedere.

Come stamattina: un tir si ribalta e perde gasolio (direzione Bologna), nel giro di pochi minuti si formano code, viene chiuso il tratto di autostrada tra Fidenza e il bivio per l'A15 e non c’è praticamente nessuna via d’uscita. Dodici chilometri di fila a salire, dentro un imbuto che diventa una gabbia nel giro di minuti.  Mezzi fermi, a motore spento, la gente scende addirittura dalle auto, i camionisti parcheggiano nelle piazzole di sosta, o dove possono, approfittando per un riposino, mentre molti chiedono informazioni che non ci sono. Un pezzo di autostrada viene chiusa ma in pochi, pochissimi lo sanno. La linea internet in quel tratto è quasi assente, fare ricerche sul web per capire cosa sia successo è un’impresa medievale.

Gli automobilisti si parlano, cercano notizie tra di loro, ma nessuno sa niente. Conducenti abbandonati a loro stessi, nel caos di una mattinata che si fa sempre più nera. Infernale. Dopo tre ore di coda qualcuno inizia a innervosirsi: impreca, se la prende con la mancanza di informazioni, qualcun altro ne approfitta per bere una birra o mangiarsi una merendina. La situazione è sempre più tesa. Un barlume di luce quando la carovana di mezzi ricomincia a muoversi lentamente. È un’illusione. Settecento metri e si torna al punto di partenza. Alla fine ci vorranno quattro ore e 13 chilometri di coda (qualcuno sarcasticamente si lascia scappare: “e ci è andata bene”) per percorrere i 20 chilometri scarsi tra Fidenza e Parma: al casello nessuno batte ciglio. Il pedaggio alle casse automatiche è ovviamente lo stesso di sempre, ci mancherebbe. Ma inutile pensarci: era scontato pure questo.

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