Ciclista 64enne investito a Lesignano: identificata l'auto pirata

Il conducente 30enne è stato denunciato per omissione di soccorso

Indagine lampo degli agenti dell’Unione Pedemontana Parmense, che in meno di 24 ore sono riusciti a identificare l’auto pirata che nella serata di lunedì aveva urtato un ciclista lungo strada Mulazzano, nel comune di Lesignano de’ Bagni, dopodiché si era data alla fuga senza soccorrere l’uomo, un 64enne residente a Mamiano di Traversetolo che per fortuna non ha riportato ferite gravi. 


La Polizia locale Pedemontana è riuscita a rintracciare il veicolo, guidato da un trentenne che lavora nella zona, grazie al sistema di videosorveglianza, che tra telecamere OCR, in grado di leggere la targa, e di contesto, conta oltre 200 occhi elettronici. Gli agenti della Pedemontana hanno pazientemente analizzato, sugli schermi della Centrale operativa di Felino, tutti i veicoli transitati in quella zona nella fascia oraria in cui è avvenuto l’incidente, riuscendo così a identificare l’auto, un’Opel Astra.

Una volta risaliti al proprietario del veicolo con l’aiuto della Motorizzazione civile, però, l’indagine si è complicata: si è scoperto infatti che la residenza indicata nel libretto di circolazione non era stata aggiornata, così le pattuglie della Pedemontana hanno iniziato a setacciare il territorio, ritrovando l’auto nel cortile di un’azienda. All’arrivo degli agenti, il proprietario dell’Opel Astra ha dichiarato di non essersi reso conto di aver urtato il ciclista, ma per lui è scattata la denuncia per fuga e omissione di soccorso. 

Ancora una volta il sistema “Occhi vigili” ha dimostrato tutta la sua efficacia. Un sistema tecnologicamente sofisticato, sul quale sono stati investiti negli anni 800mila euro al quale è praticamente impossibile sfuggire, come sottolinea il comandante del Corpo della Polizia locale Pedemontana Franco Drigani.  «La rete di videosorveglianza è talmente estesa e ramificata che non è possibile pensare di farla franca – ribadisce il comandante –. Abbiamo sempre creduto e investito tanto su questo sistema, che oggi può indentificare un veicolo non soltanto dalla targa, ma anche in base al modello e alla marca. Desidero inoltre ringraziare i miei agenti che nonostante le difficoltà incontrate nelle indagini non si sono scoraggiati, riuscendo a identificare l’auto pirata». 


«Questo è soltanto l’ultimo, eclatante caso che dimostra quanto sia utile il nostro sistema di videosorveglianza – afferma con orgoglio l’assessore alla Sicurezza dell’Unione e sindaco di Felino Elisa Leoni –. Tuttavia ci sono state diverse indagini, che hanno riguardato anche atti criminali, alle quali le nostre telecamere hanno dato un contributo fondamentale, ma di cui non si è potuto parlare. Un altro grande risultato, balzato agli onori delle cronache, era stato l’importante supporto fornito da “Occhi vigili” nel risolvere il duplice omicidio che si era consumato a San Prospero alla fine del 2016.

Oggi la nostra rete di videosorveglianza è collegata al Sistema Centralizzato Nazionale Targhe e Transiti, che permette di condividere le immagini con tutte le forze dell’ordine e in tutta Italia. Abbiamo creduto tanto in questo tipo di tecnologia – conclude Leoni –, che non può certo sostituire l’attività dei nostri agenti, ai quali esprimo le mie congratulazioni per il brillante caso risolto, ma che può essergli di grande aiuto e contribuire alla sicurezza della nostra comunità».

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