Incidenti stradali: minimo storico nel 2013 ma con sei vittime in più

La presentazione del report 2013 in Provincia. Fellini: in 10 anni abbiamo investito per la sicurezza delle strade 50 mln di euro, 20 milioni in interventi sulle frane. Chi si occuperà di questi problemi dopo le Province?

E’ l’ennesimo incidente stradale avvenuto ieri a Parma che ha fatto da sfondo alla presentazione dei dati sui sinistri avvenuti in questa provincia nel 2013. L’assessore provinciale alla Viabilità Andrea Fellini comincia da lì, facendo gli auguri a quella ciclista investita mentre attraversava sulle strisce pedonali. “E’ un avvenimento che ci riporta al tema delle utenze deboli che sono sempre più deboli e al fatto che non ci si può fermare ai numeri”.

I dati che Fellini commenta e che vengono presentati da Gian Marco Baroni dell’Ufficio Statistica della Provincia di Parma raccontano un 2013 con meno incidenti (- 11%) % ma con sei vittime in più, anche se quella di Parma resta la provincia in regione dove ci sono meno vittime e fra quelle con meno incidenti. “Abbiamo raggiunto il minimo storico negli incidenti e i morti sono la metà di quelli del 1995, un dato confermato anche sulle strade di competenza dell’ente  – sottolinea Fellini -  Fra pochi mesi la Provincia chiuderà per effetto della riforma. Noi abbiamo tenuto in questi anni un alto profilo e investito per la sicurezza delle strade 50 mln di euro negli ultimi 10 anni, in più 20 milioni in interventi sulle frane. Si è continuato a migliorare, i dati lo segnalano, con l’impegno di tutti gli attori coinvolti e anche in presenza di profondi tagli ai bilanci. Sarebbe importante sapere a chi lasciamo questa importante eredità, chi si occuperà di questi problemi perché in caso contrario le ripercussioni saranno drammatiche”.
Nel 2013 gli incidenti stradali sono stati 1474, 183 in meno rispetto al 2012. 37 le vittime e quasi la metà nella fascia 45-64anni, persone che hanno perso la vita soprattutto sulle strade statali fra cui 5 sulle tangenziali del capoluogo.

Complessivamente ci sono stati 275 feriti fra i ciclisti con 5 decessi di cui 4 nel capoluogo Due le vittime fra i pedoni mentre per quanto riguarda i motocicli (la cui presenza è aumentata di + 1,5%) le vittime sono passate a 4 rispetto alle 9 del 2012. Come detto sui 1.365 km di strade provinciali si registra nel 2013 il minimo storico dal 2005. Nell’anno in esame ci sono stati 339 incidenti, che hanno causato 473 feriti e 13 morti di strade provinciali. Si rileva dunque un calo delle vittime (-2 ), dei feriti (-124), dei sinistri (-50) e del costo sociale (- 12 mln di euro), parametro calcolato dall’Istat che quantifica tutte le conseguenze negative prodotte dai sinistri con morti e feriti.

“Sono dati complessivamente positivi – ha commentato il comandante della Polizia Stradale Eugenio Amorosa – ma c’è ancora molto da fare per raggiungere i paesi europei che hanno una sicurezza avanzata. La Comunità europea ci ha posto l’obiettivo della riduzione del 50% delle vittime ed è in quella direzione che dobbiamo andare anche diffondendo una cultura della sicurezza stradale a partire dalle scuole ma non solo”.

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Nel corso dell’incontro hanno commentato i dati dei Vigili del Fuoco, Gaetano De Rosa della storica rivista Quattroruote e Oppi funzionario della Regione Emilia Romagna che ha evidenziato l’accuratezza del lavoro svolto dall’Ufficio statistica provinciale - “ ancora una volta la prima provincia a uscire con i dati”  - utile per individuare i punti della rete infrastrutturale più pericolosi dove intervenire. Presenti anche Fernanda Canfora, viceprefetto, il comandante provinciale dei Carabinieri Carlo Cerrina, agenti delle polizie municipali, Giuseppe Zammarchi presidente della Cri e Antonio Pastori responsabile infermieristico 118, Angela Zanichelli, sindaca di Sorbolo. I dati dei sinistri avvenuti sulle strade del territorio vengono rilevati da tutte le Forze dell’Ordine e sono raccolti dalla Provincia per conto dell’Istat e della Regione Emilia-Romagna. Questi dati diventeranno quelli ufficiali sull’incidentalità, rilevati secondo i parametri internazionali indicati dall’Eurostat, che permettono un confronto omogeneo tra i dati dei vari Paesi.

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