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Luigi Lagresta, Guido Chiesa, Annalisa Dall'Asta

Luigi Lagresta, Guido Chiesa, Annalisa Dall'Asta

Sala D'Azeglio gremita per Guido Chiesa: "Onorato e legato a Parma"

Accolto dalla sala gremita del cinema D'Azeglio il regista Guido Chiesa per l'incontro organizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Eidé per la proiezione di "Io sono con te"

Una sala gremita quella che ieri sera al Cinema d'Azeglio ha accolto il regista Guido Chiesa, per la proiezione, per la prima volta a Parma, del suo film "Io sono con te", del 2010. Un'opera, il primo film per il cinema sulla figura di Maria, che si discosta dai suoi lavori precedenti, tra i più noti "Il partigiano Johnny", "Lavorare con lentezza", e per i documentari e cortometraggi realizzati dalla fine degli anni Ottanta a oggi. Il perchè di un film su Maria, dopo opere decisamente diverse, lo spiega dall'esordio il regista, nel raccontare un aneddoto tra due madri, una credente e una no, che aspettano i propri figli fuori da scuola e iniziano a parlare, senza riferimenti alti, ma confrontandosi.

"Una storia universale perchè legata a passaggi fondamentali delle nostre vite e radicati dentro ciascuno di noi, venuti al mondo tutti con le medesime e inderogabili aspettative – afferma Chiesa –. Le domande sollevate nel film affrontano questioni come il nascere, il crescere, l'educare i figli, in una prospettiva squisitamente femminile. Per questo il film si rivolge senza esitazioni a credenti e non". L'incontro, organizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Eidé, che festeggia i 15 anni di attività nel campo dell'educazione, di cittadinanza attiva e di integrazione, si è svolto alla presenza della sua presidente Annalista Dall'Asta e del presidente del Cinema D'Azeglio Luigi Lagrasta.

Decisivo comprendere anzitutto il contesto, spiega Guido Chiesa, che racconta alcuni momenti che hanno caratterizzato le riprese, realizzate nelle campagne della Tunisia, scegliendo attori locali, spesso non professionisti come la giovane Maria, dal sorriso spiazzante, che recitano nel dialetto delle campagne tunisine, mentre i personaggi che rappresentano l'ufficialità parlano in greco antico. "Ogni voce è importante quanto il suo volto, per questo vedere il film in lingua originale con i sottotitoli permette di entrare pienamente nel suo spirito, che va snaturandosi inevitabilmente col doppiaggio".
 

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