Infomobility, Arpa e Legambiente a confronto: "Idee per la sostenibilità"

Esposto il quadro della situazione e alcune idee in favore di una mobilità ecosostenibile, tra cui maggiore sviluppo di ciclabili, della rete ferroviaria con fermate cittadine, pedonalizzazione del centro al sabato

Francesco Dradi, Legambiente, nel corso dell'incontro

Un quadro certo non roseo, quello delineato nel corso dell'incontro organizzato da Legambiente Parma alla presenza del presidente dell'Arpa Eriberto De' Munari, Arcangelo Merella, direttore di Infomobility e Francesco Dradi, Legambiente, nell'intento non solo di fare il punto sulla situazione attuale di Parma in merito alla qualità dell'aria e ai principali agenti di causa, ma proponendo idee per favorire una mobilità ecosostenibile. Dati poco confortanti quelli esposti da De Munari, determinati anche dalla particolare condizione sfavorevole dell'intera pianura padana. Riscaldamento e traffico veicolare le principali cause che contribuiscono agli sforamenti del Pm10: "Sarebbe significativo riuscire a costruire abitazioni di classe A o adeguare quelle già esistenti attraverso un isolamento, che limiterebbe l'uso del combustibile per il riscaldamento domestico e sarebbe anche un risparmio economico – afferma De' Munari – Tante le cause che favoriscono condizioni di aumento dell'inquinamento, per questo è necessario attuare una riflessione più ampia e pensare a cosa si può fare concretamente".

Puntare sull'incentivazione della rete ciclabile, del car sharing, bike sharing e ripensare in ottica sostenibile la mobilità, le idee di Merella, Infomobility, nell'esporre idee attuate e in fase di progettazione. Favorire la mobilità sostenibile attraverso l'integrazione modale e tariffaria, creare piattaforme plurimodali dove far coincidere nello stesso punto sia le fermate del trasporto pubblico che il bike sharing e il car sharing, solo alcune delle possibilità. "Alcuni degli obiettivi realizzabili riguardano un modo di ripensare alle soste in città, attraverso una riorganizzazione delle ztl, un'innovazione nelle modalità di pagamento, un incremento dei parcheggi in struttura oltre a un sistema elettronico che permetta il controllo dei permessi per disabili e il transito nelle ztl". Tra le idee, quella di rafforzare il rapporto tra il servizio della mobilità e la rete ferroviaria, creando fermate cittadine nei percorsi ferroviari, seguendo il modello della Svizzera, permendo ai pendolari provenienti dall'hinterland di evitare di usare l'auto ma di recarsi da una città vicina a Parma in treno, magari fermandosi in via Venezia o in altri punti di passaggio dei binari".

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Altro punto ritenuto una potenzialità significativa in favore della sostenibilità ambientale, riguarda la mobilità elettrica, con l'utilizzo di auto elettriche, la disposizione in città di colonnine per la ricarica della batteria, correlato da una serie di azioni che incentivino il sistema, magari anche attraverso il noleggio per privati e aziende. Semplici ma potenzialmente efficaci le proposte presentate da Legambiente, esposte dal suo Presidente Francesco Dradi a conclusione dell'incontro. Pedonalizzare almeno parzialmente il centro, in particolar modo Piazza Garibaldi, via Mazzini, l'imbocco di via Repubblica e via D'Azeglio, favorendo unicamente il passaggio degli autobus, uno dei punti focali dell'associazione. "L'idea – spiega Dradi – è quella di rendere pedonalizzato il centro e l'Oltretorrente al sabato pomeriggio, nell'intento di contrastare il traffico creato da quanti si recano nei centri commerciali periferici. "Perchè non tornare a 50 anni fa quando i figli andavano a scuola a piedi? Su 20 mila permessi per il transito nel centro storico, 2 mila sono per portare i figli a scuola in auto. Si potrebbe studiare progetti con le scuole per contrastare fenomeni di traffico intenso in prossimità delle scuole, come in via Saffi, o borgo Retto o viale Maria Luigia". Tra le proposte di Legambiente anche il blocco totale del traffico per 3 – 4 volte al mese senza deroghe. Infine, l'idea di creare nuovi parcheggi scambiatori, più vicini al centro, che non seguano l'ottica automobili-trasporto pubblico, ma auto-biciclette, con la creazione di strutture che favoriscano quanti vivono nell'immediata periferia cittadina e vogliano spostarsi in bici verso il centro.

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