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Treni: cari, sporchi e in ritardo, ma i parmigiani li preferiscono all'auto

Lo rileva uno studio condotto dall'Istituto di ricerca Nextplora. I parmigiani risultano i più stressati rispetto al resto d'Italia. Nonostante gli aspetti negativi, si prende il treno per avere più tempo libero

Il treno visto dai parimigiani: sporco, caro, e soprattutto mai puntulale, eppure riduce lo stress. L'indagine,  condotta dall’istituto di ricerca Nextplora per l’Osservatorio sui servizi di LINEAR Assicurazioni ha raccolto il punto di vista della Città Ducale.

 Agli intervistati è stato infatti chiesto se e perché preferiscono utilizzare il treno per i propri spostamenti, lasciando in garage l’auto; ecco cosa emerge.
 
Innanzitutto i parmensi sembrano essere più stressati rispetto al resto d’Italia: il 69,5% del campione pensa infatti che affidarsi al treno permetta di evitare lo stress che la guida comporta (problema in particolare avvertito dal 85,7% degli uomini parmensi) contro un 27% della media nazionale; per il 12,3% il viaggio in treno è invece sinonimo di tempo libero a disposizione, magari passato a leggere, ad ascoltare musica o navigando su Internet con il proprio portatile o smartphone.
 
Tra i possibili vantaggi, invece, la riduzione dell’inquinamento non sembra ancora essere una motivazione così forte da preferire il treno alla propria macchina (solo il 4,5% lo ritiene un plus) nonostante nel resto d’Italia il problema sia più sentito (11% il dato nazionale), così come nessuno degli intervistati parmensi ritiene di sentirsi più protetto su di un vagone che alla guida di un’auto.
Convinzione abbastanza singolare, dal momento che i treni risultano essere tra i mezzi più sicuri al mondo.
 
Secondo Detr Research infatti, a detenere la corona del mezzo di trasporto più pericoloso è la motocicletta, seguita a breve distanza dall’auto; un grande distacco è dato invece da aerei e treni, che si attestano rispettivamente all’ultimo e al penultimo posto in quanto a pericolosità.
 
Nonostante l’utilizzo dei nostri convogli possa avere anche i suoi lati positivi, la ricerca  conferma tuttavia ciò che comunemente si percepisce quando si parla di treni: troppi sono i disservizi di cui ci si lamenta.
 
Al primo posto, più di un parmense su tre ha risposto che elevati costi dei biglietti (33,7%) e vagoni sporchi (29,2%) sono le principali mancanze riscontrate, seguiti dagli ritardi cronici (20,2%). Gli uomini più accaniti per quanto riguarda i ritardi: ben il 28,6% lo ritiene il disservizio peggiore rispetto a un 10% delle donne, più sensibili invece ai costi esagerati dei biglietti: il 40% lo giudica particolarmente elevato rispetto a un più contenuto 28,6% degli uomini.  

 

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