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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Raggira l'anziano di cui è amministratore: avvocato denunciato e sospeso

Il professionista avrebbe indotto l'uomo a nominare la moglie come erede universale e sottratto 16 mila euro dai conti correnti che gestiva: è accusato di peculato e circonvenzione d'incapace

Avrebbe indotto, approfittando del suo stato di infermità fisica e dei suoi problemi psichici, un anziano parmigiano 86enne - di cui era amministratore di sostegno - a scrivere un testamento con il quale sua moglie veniva nominata erede universale ed avrebbe anche sottratto dai conti correnti che gestiva, a nome dell'anziano, circa 16 mila euro.

Un avvocato parmigiano è indagato - insieme alla moglie per circonvenzione d'incapace e peculato: nella giornata di oggi, mercoledì 24 novembre, i finanzieri gli hanno notificato un'ordinanza che dispone la sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio di amministratore di sostegno per 12 mesi. 

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma e svolte dal Gruppo della Guardia di Finanza - avevano portato, nell’aprile del 2021, al sequestro preventivo di due appartamenti del valore di circa 235 mila euro, al fine di impedire l’aggravarsi delle conseguenze da reato, sottoponendo a vincolo anche i relativi frutti. 

In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, condivisa dal GIP, il professionista, in qualità di amministratore di sostegno nominato dal Tribunale di Parma "abusando dello stato di infermità fisica e deficienza psichica di I.G., parmigiano classe ‘34 - scrive al Procura della Repubblica - avrebbe indotto quest’ultimo a redigere un testamento olografo con il quale veniva nominata quale unica erede universale la moglie dell’amministratore di sostegno, circostanza celata al giudice tutelare".

"Il professionista - continua la Procura - avendo la gestione del patrimonio dell’amministrato, si sarebbe appropriato, in concorso con la moglie, di somme di denaro per un totale di euro 16.000, di cui 7.500 euro relativi a lavori edili da effettuare negli immobili all’epoca ancora di proprietà dell’amministrato e 8.500 euro sotto forma di retribuzioni a favore di sua moglie, assunta quale colf/badante dell’amministrato - anche quest’ultima circostanza celata al giudice tutelare. Invero, dal raffronto tra alcuni rendiconti periodici presentati al giudice tutelare e la documentazione bancaria acquisita, nonché da ulteriori ricostruzioni investigative, è emerso come i lavori edili non fossero mai stati eseguiti e la prestazione lavorativa di colf/badante non fosse stata svolta, quantomeno nel periodo in cui l’amministrato era ricoverato presso una casa di residenza per anziani.

Pertanto, anche l’importo pari ad euro 16.000 è stato oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente quale profitto del delitto di peculato. Oltre alle descritte condotte di peculato e circonvenzione di incapace, al professionista è contestato anche il reato di rifiuto di atti d’ufficio, in quanto, in più occasioni, avrebbe omesso di depositare presso il Tribunale di Parma le relazioni sulla gestione dell’amministrato, il rendiconto delle plurime spese di cui aveva chiesto ed ottenuto l’autorizzazione da parte del giudice tutelare e avrebbe altresì omesso di comparire all’udienza fissata al fine di rendere i chiarimenti necessari sull’omessa presentazione del rendiconto finale". 

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