Inquinamento, la proposta dei Verdi: 'Apriamo il centro storico ad artigiani e contadini'

"Alcuni movimenti politici -si legge in una nota dei Verdi di Parma- hanno proposto di aprire alle auto il centro storico di Parma, definendola una "misura per dare ossigeno a negozi e uffici in difficoltà". È una proposta demagogica e anacronistica"

"Alcuni movimenti politici -si legge in una nota dei Verdi di Parma- hanno proposto di aprire alle auto il centro storico di Parma, definendola una “misura per dare ossigeno a negozi e uffici in difficoltà”. È una proposta demagogica e anacronistica: demagogica perché fa leva sul potenziale consenso dei commercianti in reale difficoltà, senza che si indaghino le cause vere della stessa difficoltà (riduzione generalizzata dei consumi e cambiamento degli stili di acquisto, per esempio – gli acquisti online rappresentano oggi un fenomeno che dieci anni fa non esisteva); anacronistica perché fondata su una scelta, quella delle auto nel centro storico, ormai superata dalle nuove politiche di benessere sociale.

Viviamo in una città tossica, densa di veleni nell’aria come il pm10, nella quale nessuna Istituzione Locale sta dimostrando capacità di intervento e di tutela della salute delle persone; le ricerche scientifiche sono chiare: gli scarichi delle automobili sono il primo fattore di questo dannoso inquinamento (altro che “ossigeno” per i negozi). La morfologia urbanistica di Parma, nella fattispecie del centro storico, disegnata più di 100 anni fa e non pensata nella maniera più assoluta per la circolazione delle auto, deve rappresentare di per se un deterrente alla riapertura del traffico nel centro, e al contrario deve essere un motivo di orgoglio cittadino e di inno alla bellezza per chiudere definitivamente i quartiere del centro ai tubi di scappamento (eccezione per le auto elettriche).

La risposta alla crisi degli esercizi commerciali in centro deve essere strutturale e prospettica: ciò che ha funzionato negli anni ’80 e’90, non è detto che funzioni nei prossimi anni. Chiediamoci, come persone, come cittadini e come Istituzioni se l’idea e l’architettura attuale dei servizi e del commercio nel centro di Parma sia in linea con le mutate esigenze di consumo e con i nuovi stili di vita, o meglio ancora come dovrà essere strutturata in futuro l’offerta dei servizi nel centro della città.

Guardiamoci attorno, prendiamo esempio dalle città che meglio di noi in Europa offrono benessere e servizi ai cittadini: abbiamo bisogno di spostare il movimento su bici (sposiamo il progetto Cyclelogistics, in una città piccola come Parma ha ancora più senso che a Parigi, e applaudiamo all’autostrada per biciclette che in Germania collegherà le città di Dortmund e Duisburg nella regione della Ruhr) e migliorare la fruibilità pedonale: dobbiamo mettere a disposizione delle persone la bellezza della città e la semplicità di accesso ai servizi quotidianamente. A Parma abbiamo già un centro storico, ogni vicolo, ricco di storia e di arte: possiamo riempirlo di artigiani e di contadini, di piccoli laboratori e di botteghe vive. Chiediamo al Sindaco Pizzarotti politiche che agevolino i contadini e gli artigiani della provincia di Parma (che con il loro lavoro tutelano la bellezza e la salute idrogeologia del nostro territorio) a trovare sbocchi commerciali nel centro storico di Parma: sogniamo un grande “Mercato Moderno della bellezza all’aperto”, di cibo sano e locale, di manufatti ricchi di storie vere: questa è la necessaria riconversione dei servizi commerciali nel centro di 

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Parma: l’unica chance per riportare vita reale quotidiana all’interno della città. Chi governa la città deve chiedersi quale Parma vuole consegnare ai nostri figli domani: dovrà essere una città più bella, più sana e più giusta di quella di oggi. A Parma i nostri figli ci chiederanno di crescere nei boschi, di vedere le api, di annusare i profumi dei fiori, di mangiare cibi sani, di stupirsi davanti ai manufatti di artigiani artisti".

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