Cronaca Cortile San Martino / Strada Ugozzolo

Inquinamento, polveri sottili 'fuorilegge' da 15 giorni

"Gli ambulatori dei medici di base -scrive l'associazione- registrano un crescendo di accessi concentrati su problemi respiratori, mal di gola, tracheiti, affanno respiratorio"

Inquinamento. Quindicesimo giorno di sforamenti dei limiti per le Pm10 imposti dalla legge. Parma è 'assediata' dall'inquinamento atmosferico: domenica 15 dicembre si terrà una giornata di blocco del traffico. L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti chiede la dichiarazione dello stato di calamità ambientale. 

"Il “bel tempo” è una parvenza di sole che squarcia per qualche ora il manto nero dello smog -scrive il Gcr. Da quindici giorni Parma supera tutti i giorni i limiti di polveri sottili ammessi per legge, 50 microgrammi per metro cubo di aria. Ieri l'asticella si è fermata a quota 71. Quindici giorni di sforamenti è un record crediamo assoluto di permanenza di condizioni ambientali estreme. Il 2013 vedrà complessivamente diminuire le giornate di sforamento, dopo il record del 2012 con 115 giorni fuori legge.

Ma è anche vero che da 360 ore l'aria della città risulta non adatta alla salute di chi la respira. Gli ambulatori dei medici di base registrano un crescendo di accessi concentrati su problemi respiratori, mal di gola, tracheiti, affanno respiratorio. Tutta la regione Emilia Romagna è al collasso ambientale. A questo punto se i numeri valgono qualcosa sarebbe arrivato il momento di dichiarare lo stato di calamità ambientale e richiedere interventi straordinari. Il bacino padano dovrebbe farsi carico di un summit urgente dei capoluoghi di provincia per prendere decisioni drastiche che vadano in difesa della salute, primo impegno di ogni primo cittadino responsabile. Dichiarare una giornata (la domenica?) 24 “smog free” chiudendo al traffico tutte la aree urbane, facendo spegnere tutte le fornaci salvo quelle indispensabili per garantire i servizi essenziali.

Una giornata simbolo in cui non circoli alcun mezzo a motore termico, in cui le fabbriche osservino il digiuno da inquinamento ed emissioni, in cui i cittadini si fermino a riflettere tutti insieme, senza alcun negozio aperto, esercizi pubblici nel numero minimo possibile. Una giornata di lutto ambientale per far tornare la ragione negli amministratori e negli amministrati. Perché lo sviluppo ha i suoi adepti che non vogliono sentir ragione. Qui invece c'è da inventarsi un futuro se lo desideriamo davvero. Altrimenti il futuro lo passeremo nei reparti degli ospedali".

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