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Cronaca Cortile San Martino / Via Giulio Natta

Intercast, la lotta prosegue: oggi presidio ai cancelli della Cft

Dopo l'assemblea di ieri sera i lavoratori dell'azienda, che chiuderà lo stabilimento di Parma, hanno lanciato un appello per unire le vertenze sul lavoro: solidarietà dell'Usi

La mobilitazione dei lavoratori dell'Intercast di via Natta prosegue. Dopo l'assemblea che si è svolta ieri sera davanti ai cancelli dell'azienda, che ha deciso di chiudere lo stabilimento di Parma per spostare la produzione all'estero, i lavoratori hanno deciso di proseguire la mobilitazione ed il blocco dei cancelli, puntando all'unificazione delle varie vertenze presenti sul territorio locale. Già per oggi pomeriggio infatti è stato organizzato un presidio davanti ai cancelli della Cft di via Paradigna, allo scopo di organizzare una manifestazione cittadina contro i licenziamenti.

Un appello agli altri lavoratori, contenuto nel volantino che verrà distribuito oggi. "Facciamo un appello -si legge nel volantino- ai lavoratori ed alle Rsu di CFT, Faram e di tutte le aziende coinvolte in processi di ristrutturazione o di chiusura a Parma per la convocazione, a breve, di uno sciopero unitario che dia maggiore forza alle nostre lotte, perché queste non rimangano isolate all’interno delle nostre fabbriche. Creiamo un fronte unitario dei lavoratori, tramite assemblee, scioperi e manifestazioni congiunte per la difesa di tutti i posti di lavoro". Intanto continuano ad arrivare i comunicati di solidarietà da altre realtà politiche e sindacali.

LA SOLIDARIETA' DELL'USI/AIT DI PARMA

I lavoratori della sezione di Parma dell’ USI/AIT vogliono esprimervi totale solidarietà. In una situazione così drammatica la scelta migliore è stata l’indizione dello sciopero ad oltranza, presidiando permanentemente i cancelli. Vediamo nella decisione scellerata della multinazionale di licenziare 59 lavoratori e spostare la produzione, solo il tentativo di speculare sui lavoratori a profitto dei propri interessi economici. In questo modo metterebbero in difficoltà molte famiglie. La crisi economica e finanziaria esplosa a livello mondiale, ha smascherato il vero volto del sistema attuale e ha mostrato la natura dei vari dirigenti, imprenditori, banchieri, manager.

Esistono esperienze di lotta, in Italia e non solo, in cui i lavoratori hanno preso in mano la gestione, la produzione o l’erogazione dei servizi; come i lavoratori portuali di Trapani, la Zanon, l’INNSE Presse di Milano dove i lavoratori hanno occupato la fabbrica e hanno continuato la produzione, contro la chiusura imposta dal proprietario, seguita da un lungo periodo di presidio. Non pensiate che in questa situazione generale di crisi una scelta così importante possa essere un freno, anzi. Bisogna guardare avanti.

Le ditte gestite direttamente dagli operai hanno visto un aumento della produzione e dei posti di lavoro, ricerca e ammodernamento, aumento della sicurezza, redistribuzione del fatturato, parte dei guadagni utilizzati nel sociale, le decisioni per la vita della propria ditta prese collegialmente. Questo è il vero “Piano Industriale”. I lavoratori stessi devono compiere lo sforzo per non cadere nel vortice della crisi, tenendo saldo il tessuto sociale prendendo delle decisioni drastiche. Perché l’azienda è vostra, ogni giorno vi siete impegnati a mandarla avanti nel miglior modo possibile, ora vi vogliono buttare via come un ferro vecchio. Noi cercheremo con i nostri mezzi d’aiutarvi in qualsiasi modo.
Unione Sindacale Italiana/AIT sez. di Parma, Comitato di base lavoratori Pro.Ges. –USI, Lavoratori metalmeccanici-USI PR, USI-Sanità Parma

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