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foto Ansa

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Solomon: "Sono stato io" e il giudice si riserva sulla misura cautelare

In un interrogatorio durato più di un'ora, il ghanese conferma quanto aveva detto agli uomini della Polfer in compagnia del suo avvocato Vincenzo Cecere

"Sono stato io, avevamo litigato". Solomon Nyantakyi si è preso la piena responsabilità dell'accaduto confermando che martedì pomeriggio è stato lui ad uccidere la mamma Patience e la sorellina Maddy nell'appartamento al civico 21 di Via San Leonardo. Delle dichiarazioni in linea con quelle rilasciate nell'imminenza del fermo, confessione che però non ha svelato il movente che lo ha portato a compiere l'insano gesto. Ha ripetuto le stesse poche parole con cui si era consegnato, senza opporre resistenza, agli uomini della Polfer che lo hanno beccato su un binario in cui non erano previsti arrivi nè partenze. A Milano, Solomon ha finito la sua corsa e probabilmente ancora non si è reso conto di quanto ha fatto. Turbato, ha risposto alle domande del Gip in un interrogatorio durato più di un'ora presso le camere di sicurezza del carcere milanese di San Vittore. Il ragazzo vive evidentemente uno stato di confusione e, ad ammetterlo è lo stesso avvocato d'ufficio Vincenzo Agostino Cecere. Probabile che possa esserci una perizia sul suo stato psico-fisico. Risposte in questo senso ci saranno più avanti. Per il momento, Solomon resterà a Milano, il giudice si è riservato sulla misura cautelare da adottare. E fino a quando non scioglierà le riserve Nyantakyi resta a Milano. 

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