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Intervista a Casa Pound, Anpi: "Rimuovete quel video dal sito degli studenti"

"Che cosa rimane da dire dopo aver guardato per circa 26 minuti il video-inchiesta pubblicato sul sito “Parma Ateneo”, il settimanale degli studenti dell’Università di Parma, sulla galassia dell’estremismo nero, in particolare sull’Associazione Casa Pound? Dopo che le riprese fatte all’interno della sede si sono soffermate sui “martiri” della Rsi, gli eroi di chi si professa ancora nel 2017 convintamente fascista? Dopo che negli stessi giorni in cui è uscita la video-intervista venivano diffusi nelle scuole di Parma volantini nei quali, tra i padri della patria, è stato inserito il nome di Benito Mussolini?

Le operazioni di “normalizzazione” sono sempre molto pericolose. Così come pericoloso diventa un giornalismo d’inchiesta svolto senza la capacità di tenere un distacco e uno sguardo critico necessari per impegnarsi in un’informazione libera e democratica.
Al di là di ogni pregiudizio e data la buona fede degli studenti che hanno svolto l’intervista, l’Anpi provinciale di Parma chiede fermamente che il video venga rimosso dal sito “Parma Ateneo” in attesa di aprire un confronto più ampio e articolato sul complesso problema che ruota intorno al riconoscimento in Italia del diritto di cittadinanza politica a Casa Pound, movimento apertamente fascista e xenofobo, anche dietro la maschera dell’impegno sociale, cui viene “democraticamente” riconosciuta la libertà di fare “apologia di fascismo”. Perché di “apologia di fascismo” si tratta se si inserisce, tra Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, Benito Mussolini. Non solo ma proprio dai militanti di Casa Pound, nella primavera del 2016, sono venuti quegli striscioni, esposti davanti ad alcuni istituti scolastici di Parma, nei quali la Resistenza e i partigiani venivano insultati e vilipesi. Dunque, questi stessi ragazzi sarebbero anche quelli che, con grande spirito democratico e liberale, oggi si dicono portatori di una nuova cultura politica? Noi non siamo disposti a credere a queste menzogne. Come è stato necessario in passato –e la storia dell’Italia repubblicana purtroppo da questo punto di vista ha molto da raccontarci-, l’Anpi provinciale di Parma crede con forza che anche oggi si debba compiere una scelta etica, morale e politica precisa per decodificare e destrutturare la parola fascista.

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