《Da Bedonia continua la mia lotta all'usura》

Intervista a Raffaella Delpoio, vittima di usura: "Quella sera mi hanno puntato una pistola alla tempia perchè avevo finito gli assegni" ci racconta. Una donna che ha avuto il coraggio di rispondere, in quel momento in cui la sua vita era appesa ad un filo

Raffaella Delpoio

Vivere con l'incubo di essere aggredite sotto casa da sconosciuti, con il pensiero fisso di guardarsi le spalle quando si esce di casa, di non sapere se la sera si potrò fare ritorno a casa tranquille, a fianco ai propri figli. E' l'incubo, purtroppo molto concreto, delle vittime di usura. Le loro storie, se pur raccontate nelle cronache degli ultimi anni, rimangono sotterranee e quasi sconosciute al grande pubblico.

Abbiamo deciso di parlare con Raffaella Delpoio, che oggi vive a Bedonia e gestisce un negozio di fiori: lei, con la sua storia sulla quale ha scritto anche un libro intitolato 'Papà, caro papà, ho vinto l'usura', offre una testiominanza preziosa sulla realtà vissuta ogni giorni da chi subisce l'usura e gli usurai: un mondo criminale che non si fa nessun scrupolo nel minacciare le sue vittime. "Quella sera mi hanno puntato una pistola alla tempia perchè avevo finito gli assegni" ci racconta Raffaella". Una donna che ha avuto il coraggio di rispondere, in quel momento in cui la sua vita era appesa ad un filo: "Se mi ammazzi non avrai i tuoi soldi, se mi lasci libera invece si". Poi ha denunciato tutto alle forze dell'ordine che l'hanno affiancata in un percorso per liberarsi dalla sensazione di sttrangolamento dell'usura. Raffaella è anche l'ideatrice di una nuova associazione, in procinto di nascere, che ha inviato una nuova proposta di legge contro l'usura a nome di Delpoio Delnevo Moglia. 

Raffaella, raccontaci la tua storia, Com'è iniziato tutto e come sei venuta in contatto con gli usurai?

"Avevo un'attività commerciale a Varese Ligure e sono stata usurata. Ho conosciuto una persona che, per due anni si è comportata come un amico: poi si è rivelato un usuraio. Ad un certo punto, quando si è accorto che avevo delle difficoltà economiche, mi ha proposto di farmi un prestito e mi ha fatto un finanziamento di 7 mila euro: dopo neanche un mese me li ha chiesti indietro ma io non li avevo. Gliene ho dati 2 mila e lui me ne ha chiesti altri 7 mila: da quel momento in poi sono entrata nel circolo vizioso dell'usura. Dopo alcuni anni è arrivato un negozio un finanziere, al quale ho chiesto aiuto: mi ha salvato la vita". 

Poi cos'è successo, hai denunciato tutto alle forze dell'ordine? 

"Ho fatto denuncia dopo sei mesi di valutazione di quello che stava succedendo. Hanno arrestato l'usuraio in flagranza di reato: è stato condannato in tutti e tre i gradi di giudizio. E' stato emesso un mandato di cattura nei suoi confronti ma lui è scappato in Croazia. Ecco, io ho lottato finchè lui non è stato incarcerato: non volevo assolutamente che questa persona rimanesse libera dopo quello che aveva fatto. Ho ottenuto quanto chiedevo, grazie al prezioso lavoro delle forze dell'ordine". 

Il tuo percorso ha incrociato la provincia di Parma e Bedonia: perchè sei arrivata qui? 

"Sono venuta a Bedonia anche per spostarmi dal territorio in cui vivevo prima: purtropèpo anche se denunci l'usura e sei coraggiosa, le persone pensano che sei tu la criminale: pensano che sia la vittima a cercare l'usuraio. Le persone non capiscono cos'è l'usura: è il crimine più assurdo che ci possa essere. Ecco cosa ti può accadere quando sei vittima di usura: una sera per farmi cambiare un assegno sono andata in un magazzino e mi hanno puntato la pistola alla tempia perchè non avevo più assegni. Quando mi sono visto il puntino rosso che si muoveva dalla mia spalla fino alla tempia ho detto: 'Se ti fidi ti porto l'assegno se mi ammazzi i soldi non li vedi più".

Come sei riuscita ad uscire da tutto questo, chi ti ha dato la forza? 

La forza me la sono data da sola e grazie all'aiuto delle forze dell'ordine. Dopo l'episodio che dicevo ho denunciato, sono riuscita a venirne fuori. Ora ho ancora il mio negozio di fiori a Bedonia e non intendo chiuderlo, nonostante la crisi. Non bisogna aver paura delle forze dell'ordine perchè sono qui per noi e non contro di noi, anche se le Istituzioni sono lente arrivano e ci sono sempre. E' un problema grosso, come come una malattia: non si può pensare che si risolva dopo pochi mesi. Ti senti morta ogni minuto perchè c'è chi ti minaccia, chi ti viene sotto casa e ti dice che se non li consegnerai i soldi ti ammazzerà, non hai una vita. Io sono una donna forte: quando guardi i tuoi figli a casa ti dici: vado avanti così o mi affido alle forze dell'ordine? Loro ti danno la forza e la capacità: mi hanno salvato. Denunciate e se non avete coraggio di farlo contattatemi: io sono sempre disponibile per le altre vittime di usura. Vorrei ringraziare il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Parma, il Prefetto di Parma Forlani ed il Commissario nazionale antiracket e usura Domenica Cuttaia". 

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