Iren, l'inceneritore gestito da una joint venture con il fondo F2i?

L'appello dell'Italia dei Valori ai soci pubblici di Iren che non sembrano avere molto potere, come dimostra la vicenda Villani: "Rendere pubblici i contenuti dei patti parasociali, F2i ha fiutato il business"

Iren. Ancora un appello a vigilare sul futuro della multiutility e sulle scelte 'strategiche' che verranno effettuate dalla dirigenza nei prossimi mesi, soprattutto relative all'annunciata messa in funzione dell'impianto di incenerimento dei rifiuti a Ugozzolo, nonostante l'opposizione dell'amministrazione comunale. Questa volta è l'Italia dei Valori a mettere sull'allerta gli azionisti pubblici di Iren che, in realtà, vista anche la vicenda delle dimissioni di Giuseppe Villani, non sembrano avere molto potere.

Secondo quanto si legge anche sulle riviste specializzate Iren Ambiente verrà scorporata per creare una joint venture con F2i, il fondo di investimento di Vito Gamberale, che avrà il ruolo di gestire anche l'inceneritore di Parma.


"Da tempo ormai il Dipartimento Economia e Finanza dell'Italia dei Valori -si legge nella nota- denuncia le relazioni che Iren intrattiene col fondo F2i di Vito Gamberale (ex compagno di scuola del Presidente Bazzano), manifestando preoccupazione per le ripercussioni che le medesime potranno avere sulla qualità e sulla tenuta dei servizi essenziali per i cittadini nonché clienti della multiutility, a cominciare dall'esistenza di patti parasociali di cui riteniamo fondamentale la pubblicazione dei contenuti".

"In questi giorni, la stampa specializzata ha confermato i rumors noti da qualche settimana, cioè l'esistenza di un avviato progetto di scorporo di Iren Ambiente, che creerà una joint venture con F2i per la filiera della raccolta, smaltimento e trattamento dei rifiuti e della relativa produzione di energia attraverso gli inceneritori di Parma e Piacenza: in sostanza questa newco gestirà i due inceneritori, dunque anche quello di Parma oggetto della nota controversia  con la nuova amministrazione locale.

Inoltre, a seguito della recente pubblicazione sul quotidiano online Parmadaily del ricorso al Tar effettuato da Iren e delle relative previsioni economiche, si è saputo che l’azienda beneficierà di un utile netto pari al 30,6% per ogni tonnellata di rifiuti conferita nel forno, che corrispondono a un costo per cittadino pari a 168 euro/tonn., nettamente più elevato della media regionale e con le questioni legate alla salute pubblica: non per nulla il fondo F2i ha fiutato profumo di business...

Per tutto ciò, IDV rilancia il proprio allarmato appello agli azionisti pubblici di Iren, soprattutto  a quelli delle province di Parma e Piacenza, invitandoli a non limitarsi ancora una volta a fare da spettatori di fronte a decisioni che rischiano con evidenza di contrastare con le esigenze dei nostri territori".

 

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