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Appalto Iren gestione rifiuti, Dall'Olio (Pd) "Iren costituisca il comitato territoriale e il Comune "

In seguito al bando di gara indetto da Iren per la gestione rifiuti e il successivo annullamento da parte degli stessi e il ruolo del Comune nella scelte aziendali della multiutility.

In seguito al bando di gara indetto da Iren per la gestione rifiuti e il successivo annullamento da parte degli stessi e il ruolo del Comune nella scelte aziendali della multiutility.

IL PARERE DI NICOLA DALL'OLIO (PD) - 

E’ positivo che Iren abbia deciso di ritirare il bando di gara per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti. Per primi avevamo evidenziato che la base d’asta era inferiore a quello che pagano i cittadini con la tariffa e che il bando, così come era, avrebbe tagliato fuori le cooperative sociali che attualmente svolgono il servizio.

Questo ruolo delle cooperative sociali nella gestione del servizio di raccolta è una specificità di Parma che non si riscontra negli altri territori emiliani gestiti dalla multiutility. Viene il dubbio che il bando sia stato formulato tenendo conto solo delle realtà di Reggio Emilia e Piacenza e non di Parma.

Su questo ha certo influito il fatto che a Parma, a differenza di Reggio e Piacenza, non c’è un Comitato territoriale che garantisca il raccordo tra la multiutility e i portatori di interesse del territorio, dagli utenti, alle istituzioni, alle stesse cooperative. Per evitare che le specificità e le esigenze della nostra realtà vengano nuovamente sottovalutate nelle politiche aziendali, chiediamo che Iren istituisca anche a Parma un Comitato territoriale.

A monte deve però essere chiarito che peso vuole ancora avere il Comune di Parma all’interno di Iren. A luglio di quest’anno il Comune è infatti uscito dal patto di sindacato emiliano con l’intenzione di vendere la sua quota azionaria (circa il 6%) per fare fronte ai debiti di STT e Parma Infrastrutture. Significa che il Comune non ha più alcun ruolo nella governance dell’azienda e che nel 2016, con il rinnovo del CdA, non potrà esprimere più alcun rappresentante.

Certo se il rappresentante deve essere uno come Bagnacani, che ha pensato solo alla sua poltrona e al suo stipendio, tanto vale non averlo. Ma il tema di fondo rimane. Il Comune intende disfarsi di tutte le azioni di Iren o solo di una parte? E se di una parte si tratta, perché rinunciare a giocare un ruolo nella governance dell’azienda insieme agli altri Comuni emiliani? Qual è la vera strategia che si ha in mente?

Se mai ce ne fosse una, Pizzarotti è chiamato a chiarirla in Consiglio e con la cittadinanza.

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