Iren, il compenso di Bagnacani? Uguale a quello di Villani: 123 mila euro per 8 mesi

Lo denuncia Roberto Ghiretti dopo il Consiglio comunale di ieri: "Raphael Rossi ha sostituito Angelo Buzzi a 55mila euro più rimborsi spese. Cosa c'è di nuovo? Nulla"

Iren. Amministratori a 5 Stelle e riduzione compensi. Dopo la nomina di Lorenzo Bagnacani alla vicepresidenza di Iren al posto di Giuseppe Villani scoppiarono le polemiche su un presunto conflitto di interesse, poi liquidate dall'assessore Folli. Ora un nuovo caso coinvolge l'attuale vicepresidente di Iren. Il suo compenso? Sarà uguale a quello di Villani, ovvero 123mila euro per 8 mesi di lavoro.

Lo riferisce Roberto Ghiretti che stigamatizza la situazione con una nota, che segue il Consiglio comunale di ieri. "Nel corso del Consiglio comunale di ieri -esordisce Ghiretti- tra le tante vicende una merita di essere sottolineata: i nuovi manager di Iren nominati dal sindaco Pizzarotti non solo non hanno assolutamente ridotto i propri compensi, ma sono in attesa di essere “stabilizzati”. In sé la questione potrebbe non avere rilevanza alcuna, se non fosse che chi li ha nominati è rappresentante di quel movimento, i 5 stelle, che si è proposto alla città come il nuovo che seppellirà la vecchia politica.

E allora mi domando: cosa c'è di nuovo nel fatto che Lorenzo Bagnacani ha sostituito Luigi Villani mantenendone il lauto compenso (123mila euro per circa 8 mesi, 180mila su base annuale) e che Raphael Rossi ha sostituito Angelo Buzzi a 55mila euro più rimborsi spese? La risposta è semplice: nulla!

Il Movimento 5 stelle dopo aver predicato molto bene in campagna elettorale oggi si misura con le contraddizioni evidenti che emergono quando si fanno promesse elettorali che poi non si possono mantenere. E non è un caso che sempre ieri sia arrivata in Consiglio la prima contestazione pubblica sul tema più caro ai grillini, il forno inceneritore. In questo primo anno di lavori ho potuto apprezzare l'onestà e la buona fede di molti degli attivisti che oggi siedono sui banchi della maggioranza, e a loro mi rivolgo con un appello: condivido i vostri principi, credo anche io che si debba cambiare profondamente la politica, ma per farlo non basta urlare più forte degli altri.

Una volta che si è al vertice di un ente come il Comune di Parma occorrono atti di coraggio e di coerenza. Serve una capacità critica forte, rivolta anche verso i propri amministratori, per tracciare una linea dalla quale non si può e non si deve derogare mai. Diversamente il rischio è quello di ritrovarsi a difendere poltrone e privilegi esattamente come chi vi ha preceduto. Un rischio che sulla vicenda Iren mi pare sia stato ampiamente dimostrato. Se vogliamo cambiare Parma e il modo di fare politica in città io ci sto e sono pronto a dare il mio contributo, ma con altrettanta onestà devo dire che al momento di questa auspicata rivoluzione non c'è traccia alcuna, se non a parole".

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