'Senza luce da un mese'. E scatta la protesta negli uffici di Iren

Presidio, stamattina a partire dalle ore 11 all'interno degli uffici di Iren in strada Santa Margherita. Gli attivisti della Rete Diritti in Casa chiedono il riattacco della luce a due famiglie. Massimo e sua madre sono senza luce da un mese. Dopo l'incontro Iren ha comunicato che le utenze verranno riattaccate

Stamattina, a partire dalle ore 11, alcuni attivisti della Rete Diritti in Casa hanno promosso un presidio all'interno degli uffici di Iren in strada Santa Margherita per protestare contro i distacchi delle utenze di luce e gas ad alcune famiglie. Massimo e sua madre Armanda, che vivono in una casa popolare in piazzale Chaplin, non hanno luce da circa un mese. L'elettricità è stata staccata per il mancato pagamento delle utenze. Ma Massimo e sua madre sopravvivono con una bassisima pensione della donna: il figlio è disoccupato e non trova lavoro. Anche altre 3 famiglie, che oggi sono arrivate allo sportello di Iren insieme agli attivisti, hanno subito il distacco delle utenze. 

PROTESTA DEGLI ATTIVISTI: IL VIDEO 

AGGIORNAMENTI. Dopo una lunga discussione tra i dirigenti di Iren e le famiglie si è arrivati ad un accordo: in sostanza la soluzione è stata trovata: le utenze verranno riattaccate a breve. Alcuni dovranno pagare un importo entro qualche giorno, per altri verrà predisposto un piano di rientro dal debito che conservano con la multiutility Iren. La protesta si è svolta senza tensioni: i manifestanti non hanno bloccato le attività degli sportelli aperti al pubblico ed hanno distribuito volantini contro i distacchi delle utenze per morosità incolpevole. 

LA NOTA DELLA RETE DIRITTI IN CASA. "Ieri giovedì 29 maggio militanti della Rete Diritti in Casa insieme a diverse famiglie che hanno subito il distacco delle utenze sono ritornati negli uffici di Iren in Strada Santa Margherita come già fecero lo scorso 29 novembre. L'intervento della Rete si è reso necessario perchè sempre più famiglie segnalano distacchi allo sportello per il diritto all'abitare di Via Mantova. Il presidio presso Iren questa volta non ha subito lo stesso trattamento del mese di novembre quando i presenti furono tutti portati in questura per identificazione: le famiglie parmigiane e migranti presenti sono state ricevute dagli uffici ed hanno ottenuto il riallaccio e definito un piano di rientro. Il presidio ha anche raccolto molti consensi tra le persone che erano presenti agli sportelli di Iren per problematiche simili a quelle delle famiglie già distaccate. Rimangono aperte moltissime criticità: il protocollo tra Iren e Comune di Parma per la gestione del sostegno al pagamento delle utenze trascura troppe situazioni meritevoli di supporto e il costo risulta essere tutto a carico della collettività mentre ad Iren rimangono i ricavi. Naturalmente la battaglia continua".  

Dopo la prima occupazione degli uffici Iren, che portò allo sgombero da parte della Polizia e alla denuncia di 25 attivisti per una serie di reati, oggi gli attivisti sono tornati. L'attività di sportello sta proseguendo regolarmente e la situazione è tranquilla. Si è aperto un dialogo con la multiutility che sta parlando con le famiglie per confrontarsi su una possibile soluzione.  

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